Cultura - Spettacolo: L'Accademia della Follia, Créahm,
Femarec presentano...
Diversity: Pazzi di danza!
Sarah Taylor e Claudio Misculin
Divercity@040: psico-musical diretto dalla coreografa ed artista
del movimento Sarah Taylor e dal regista Claudio Misculin, che
andrà in scena il 2 febbraio, in apertura della rassegna
"Danzalafollia" presso la Sala Tripcovich alle ore 20,30.
Concentrato di danza, teatro e musica, lo spettacolo prevede la
con-fusione di matt-attori e ballerini professionisti, il tutto
condito di sana follia.
Nelle parole del regista triestino: "L'apertura dell'Accademia
alla danza è un ritorno alle origini: da sempre sostengo
il teatro corpo-voce come origine di possibilità artistiche
quali la danza, la piccola acrobatica ed il canto.
Con Divercity, la possibilità della danza è diventata
reale: Sarah Taylor, inimitabile ballerina e coreografa, ci ha
insegnato la tecnica della danza. La vera novità è
tecnica: io ed i matt-attori abbiamo imparato a danzare!".
Gli abbiamo dunque chiesto come si sentisse nei panni di un ballerino:
"Il mio primissimo spettacolo, Prometeo, era effettivamente
di danza: teatro del corpo e della voce, ribadisco! Eppure oggi
cosa vuoi che ti dica? ...con i miei 50 anni più che danzare
faccio un pazzo di danza!!"
Corpi, in fibrillazione ed in quiete; silenzi e grida, d' amore;
sguardi pieni e ritmi veloci, retti da un unico filo rosso: Amore,
eccesso d'Amore, altrimenti detto Follia.
Follia come punto d'inizio per generare arte, o come per Misculin:
"Tecnica + Follia = Arte". Un'equazione che riconosce
non solo che il teatro fa bene alla follia, ma che la follia è
imprescindibile per il teatro, quello artistico!
Lo stesso vale per la danza, nelle parole di Sarah Taylor "la
tecnica fine a se stessa è uno strumento vuoto, ginnastica;
la danza si nutre d'interpretazione, di follia". In questo
spettacolo la follia è il terreno fertile della diversità,
anzi una "City" nella quale la diversità è
rivendicata con orgoglio, come "processo che unisce e non
separa: lega teatro, danza e follia, arte e tecnica".
Qui si favorisce un'interazione costante tra normalità
e a-normalità. A questo proposito abbiamo chiesto alla
coreografa di parlarci dell'incontro tra i ballerini professionisti
ed i matt-attori: "L'altro giorno chiedevo a Dario (uno dei
matt-attori) come si sentiva a lavorare con i ballerini professionisti.
E lui mi ha risposto che lo fanno sentire più normale!".
Come dire: i confini sbiadiscono...
[articolo inserito il 31-01-2006]
Articolo correlato:
-- DanzalaFollia - danza,
teatro, musica [in Cultura, Spettacolo, 26-01-2006]
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