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* Cultura - Spettacolo nel Parco di San Giovanni

«E' un evento... Questo libro è un oggetto che raccoglie emozioni, storie, sofferenze di un periodo importante per la storia di Trieste. Viene fuori da rapporti semplici e da rapporti personali. [...]»

Dal 23 giugno al 7 luglio rimarrà aperta al pubblico nel parco di San Giovanni la mostra fotografica "Viola - Cronache dal manicomio negato" con le più belle immagini dal 1971 al 1980, tratte dall'archivio del giornalista Claudio Ernè.

Il libro fotografico "Vìola - Cronache dal manicomio negato" è in vendita presso la Libreria Fenice di Trieste. Per informazioni è possibile inviare una e-mail a: contatto@emmeemme.info

 

Giovedì alle 18, nel parco di San Giovanni s'inaugura la mostra fotografica
"Viola - Cronache dal manicomio negato"

Gli anni di Franco Basaglia a Trieste

A 25 anni dalla morte dello psichiatra, le più belle immagini
dal 1971 al 1980, tratte dall'archivio del giornalista del Piccolo di Trieste

S'intitola "Viola - cronache dal manicomio violato", la mostra fotografica di Claudio Ernè che s'inaugura giovedì (23/06) nel parco di San Giovanni e racconta gli anni di Franco Basaglia a Trieste. Realizzata dall'Azienda per i Servizi Sanitari di Trieste e Dipartimento di salute mentale, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, la rassegna – la prima a documentare per immagini il superamento dell'ospedale psichiatrico - spazia dal 1971, anno in cui lo psichiatra veneziano assunse la direzione dell'Opp, al 1980, anno della sua morte.
Tutte le fotografie escono per la prima volta dall'archivio del giornalista del Piccolo Claudio Ernè e sono state scattate negli anni Settanta all'interno del manicomio di San Giovanni a Trieste e dei centri di salute mentale della provincia.
La selezione è stata compiuta all'interno di un "corpus" di oltre 2 mila negativi e diapositive, tra cui sono state scelte cento immagini più alcuni disegni e manifesti di Ugo Guarino. L'originale allestimento è firmato dall'architetto Luciano Celli ed è stato realizzato a cura del Politecnico ex Opp (Laboratorio P e Visibilia), Ennepi di Nicola Pipan e studio emme&emme.
Alla mostra sono collegati il libro (200 pagine) e il catalogo "Viola", editi dallo studio emme&emme, con un'antologia di frasi di Franco Basaglia e i contributi originali di Peppe Dell'Acqua, direttore del Dipartimento di salute mentale di Trieste e stretto collaboratore di Franco Basaglia, e Franco Rotelli, strettissimo collaboratore dello psichiatra veneziano, oggi al vertice dei servizi territoriali dell'Azienda servizi sanitari triestina.
"Viola – Cronache dal manicomio negato" rimane aperta fino a giovedì 7 luglio, con orario dalle 9 alle 17.

(Comunicato stampa ASS n. 1 Triestina)

Un percorso attraverso il parco: dal Sai al Posto delle fragole

Luciano Celli, autore del progetto espositivo: «Il percorso espositivo si snoda lungo i viali del parco di S.Giovanni in modo da coinvolgere l'intero complesso di spazi, aperti e chiusi, in un continuo rimando alle memorie storiche che questi luoghi continuano tuttora ad evocare. Un invito alla visita, al ricordo, alla presa di coscienza di un patrimonio da rispettare e conservare nei suoi valori più profondi.
Il filo conduttore è il colore viola che compare in ampi striscioni di stoffa appesi alle balconate, alle finestre, ai parapetti delle terrazze: scritte, slogan, simboli sono serigrafati sulle stoffe.
Davanti al padiglione Sai, Marco Cavallo di colore azzurro è collocato nella piazzola semicircolare. All'interno dell'edificio inizia il percorso della mostra fotografica allestita su cavalletti di ferro autoportanti e lamiere di ferro decappato.
Gli interni non sono mai allestiti in modo asettico (come una sala di esposizione), ma conservano l'atmosfera esistente, i mobili, i colori, i totem in legno: memorie di esperienze qui consumate più di vent'anni fa. Si entra quasi in punta di piedi, badando a non alterare gli equilibri consolidati.
La mostra continua nell'atrio dell'edificio di piazzale Canestrini e poi all'interno del Centro di Salute Mentale; qui il profilo di Marco Cavallo di ferro viene messo in evidenza da un fondale di nastri viola che allacciano le alberature.
La scalinata che porta al padiglione dei Laboratori e di Radio Fragola è incorniciata lateralmente da una strisciata di lamiere su cui è serigrafata una frase simbolica che accompagna il visitatore nella salita. Come un racconto.
Il percorso si conclude al Posto delle fragole.
Al centro del parco, elemento simbolico tratto dalla iconografia magrittiana è la grande testa bianca segnata di rosso, collocata al centro di piazzale Canestrini: la memoria ferita.»

La fotografia di un passaggio epocale

Claudio Erné, autore di Viola: «Quando nell'ottobre del 1971 Franco Basaglia assume la direzione del manicomio le porte iniziano ad aprirsi e tutta l'antica organizzazione entra in crisi. Questa crisi, l'ho fotografata non solo con gli occhi e la memoria come mi era accaduto da bambino e da ragazzo: ma con la pellicola e con un coinvolgimento tanto personale quanto doloroso. Sapevo di doverlo fare anche se talvolta mi sfuggivano tutti i significati di ciò che avveniva giorno dopo giorno all'Opp.
Sono stato un testimone talvolta involontario di un passaggio epocale. Ora, a più di 25 anni di distanza, ho ripreso quegli antichi negativi dall'archivio e li ho guardati a lungo. E sono riemersi nomi e circostanze. Giampiero, Rossana, Ljubo, Franco, Ugo, villa Renner, via Gambini, Barcola, Marco, Giuliano, Gino, Mario, la festa delle castagne, i concerti, ma anche i processi, gli articoli di giornale, l'alloggio popolare Gaspere Gozzi, il reparto P. Le porte aperte, i cancelli che non ci sono più come oggi non esiste più l'ospedale di San Giovanni.
C'è una collina con scuole, istituti dell'Università, bar, appartamenti, una linea d'autobus. Sfrecciano automobili, gridano bambini. Per conquistare tutto questo ci sono voluti più di trent'anni.»

[articolo inserito il 20-06-2005]

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