|
||||
| Premesse: Introduzione | Principi | Soggetti | Diritti | Leggi e indirizzi | ||||
SoggettiMa la salute mentale che cosa è?
Può essere che la salute mentale sia il contrario della follia.
Per quel che mi riguarda io mi immagino che essere folli altro non significhi
che prendersi molto o troppo ( o del tutto) sul serio. Se sta all'opposto,
salute mentale non potrà che identificarsi con l'esercizio della
vacuità, dell'insignificante: in sintesi la realizzazione completa
dell'essere in malafede e del subire l'ottusa piattezza dell'inerzia. La questione vera è allora quando e perché la produzione di sentire, un fare condiviso che vi si associ siano possibili, credibili, dedicati ad altra utilità che non siano le merci. Il socialismo reale ci ha insegnato che via dalle merci c'è l'imbroglio, l'illibertà, l'istituzionalizzazione di un potere astratto fatto di ideologia che si fa concreta e pervasiva violenza: lo Stato. Ci si potrebbe immaginare che salute mentale stia laddove un soggetto
può esistere con altri, attraverso il linguaggio comunicare di
sé, potere di sé parlare per differenze accettabili, costituirsi
per singolarità parziale e parziale comunanza. Costituirsi ed essere
costituito laddove inclusione/esclusione si tendono e rischiano tra loro,
sul limite sul quale altri possano trattenerti, tu possa trattenerti e
insieme possa trovarsi un comune sentire, una prassi comune, un progetto
interrelato. Molto altro non so. So poi allora che, quando il limite è oltrepassato,
il sociale contratto prevede che qualcuno si debba per professione e servizio,
per statuale compito, in qualche modo occuparsi di te. E abbiamo pur visto
che cosa lì può accadere e vediamo ogni giorno che cosa
accade o rischia di accadere. Come lì possa essere cementata l'esclusione,
la tua non salute giudicata e oggettivata la malattia (occorrendo però
anche essere consapevoli che è forse meglio essere "malati"
che indemoniati o simili, con ragionevole dubbio pensando che sia meglio
di te si occupi il soi-disant medico piuttosto che un soi-disant esorcista
e forse meglio un ospedale piuttosto che l'esilio al limite del villaggio).
Se è chiaro che salute e malattia sono spesso compresenti nel
corpo e nell'anima, se più difficile è dire qui dove l'una,
la salute, comincia e l'altra, la malattia viene colta, difficile sfuggire
alla sensazione che le parole non indichino nulla di quel che davvero
accade qui. L'inadeguatezza della parole attiene alla loro natura razionalizzatrice
che par proprio inadeguata alle peculiarità dell'irrazionale. Usare
il linguaggio per entrar dentro la follia è come usare un metro
per misurare un liquido. Ma è allora adeguato il linguaggio per
parlarci di che cosa sia la salute della mente, di quali ingredienti si
nutra una mente in salute e salute agli occhi di chi? Degli altri che
mi osservano e giudicano o di me che mi rivolto nel sonno o nella veglia
per far fronte alle minacce guerriere che mi sono ogni giorno rivolte
e tento cosi conservarmi in salute? "Basagliano" diverrà allora il pensiero sensato (ormai
introvabile), l'agire ad etica minima ispirato, la pratica decente delle
istituzioni e degli istituti, un'azione dotata di quel minimo di critica
all'idiozia scientifica istituita nelle apposite società di cui
la Psichiatria Forense è l'apogeo, de-istituzionalizzare il pregiudizio,
relativizzare ogni giudizio, rispettare quel prendersi tanto sul serio,
con ciò forse potendo spezzarne le mura, per un'ansia di democrazia
che possa ridurre in qualche modo l'obbligo della malafede come unica
difesa dalla follia. Franco Rotelli (tratto da Communitas n. 12/2006, "Le apocalissi della mente") |
||||
| DSM - Via Weiss 5 - 34128 Trieste - Italy - Tel. (0039).040.3997360 Fax (0039).040.3997363 - e-mail: dsm@ass1.sanita.fvg.it |