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| Letteratura: Scritti | Documenti | ||||
LetteraturaScritti sull'esperienza triestinaTrieste e la scena internazionale
"Alcune considerazioni sull'esperienza di Leros 1990 - 1998"Th. Megaloeconomou, Tavola rotonda Leros: manicomio d'Europa, Reseau internazionale di psichiatria 1998 , TriesteSpesso è molto difficile valutare il significato del grado di un cambiamento. è più facile vedere il risultato, rimanere a livello di impressioni, di immagine, a una valutazione quantitativa delle cose, piuttosto che valutare secondo un'analisi e una comprensione dei contenuti del processo che ha portato a questo risultato. è stato proprio per Leros difficile iniziare un dibattito serio - sia nel contesto della comunità scientifica, sia sul piano delle decisioni politiche per la Salute Mentale- sul processo, la metodologia, l'elemento qualitativo, di un processo reale di trasformazione. Il problema che emerge da un approccio legato semplicemente all'immagine di un risultato è che i progetti di lavoro per il futuro si riducono a copiare solo gli aspetti piu negativi dell' esperienza del passato, proprio come è accaduto per Leros che è stata il terreno di applicazione di un pluralismo di teorie ed interventi, contraddittorie è conflittuali. Il grado del cambiamento a Leros può essere molto facilmente confermato paragonando semplicemente il presente con il passato. Venti gruppi- appartamenti sull'isola fuori dalla cinta del O.P., dentro la comunità locale, abitati da 105 ex internati, 45 strutture residenziali piccole, nell'area di proprietà del manicomio, alcune cooperative, un contesto allargato di riconoscimento e di esercizio dei diritti, atmosfera e vita dei pazienti totalmente cambiata. Circa 130 ex internati trasferiti, all' inizio dell' intervento nel 1991 in 13 ostelli costruiti nella Grecia continentale. Tali risultati possono essere meglio compresi se si conosce la situazione precedente, le resistenze e, in piu, il tempo molto breve che è durato l'intervento, dal 1989 , fino alla metà del 1995, con progetti ufficiali finanziati dalla Cee. Per molti, la situazione di Leros era identificata con "l'impossibilità
del cambiamento". Secondo questo modo di pensare, la trasformazione
e la deistituzionalizzazione, non erano possibili. Il manicomio doveva
essere chiuso, in qualche modo essere sradicato dal isola. I suoi pazienti
"incurabili" dovevano essere trasferiti in un altro luogo, in
ostelli, o altri manicomi. Nessun cambiamento di mentalità, nessun
cambiamento di cultura appariva possibile sull'isola stessa. Nessun potenziale
di cambiamento era visibile all' interno di questo istituto, sia per quando
riguardava gli internati, anime morte dentro corpi in frantumi, entità
annichilate, al punto di non ritorno, sia per quanto riguardava il personale,
che veniva considerato l'unico responsabile della situazione miserabile
dell'istituto e delle persone, del tutto incapace a svolgere qualsiasi
ruolo in un processo di trasformazione. La situazione che si era creata a Leros era vissuta per la società
greca come una vergogna mentre per la psichiatria greca come facile occasione
di diffamazione a livello internazionale. Era uno "sbaglio",
che doveva essere cancellato, scomparire, come se non fosse mai esistito.
"La soluzione amministrativa" (trasporti di
quà e di là) era l'unica cosa che si riteneva possibile. è per questa ragione che in quel periodo (1990-91), contro pratiche di deospedalizzazione e di trasferimenti amministrativi anche molto rapidi di pazienti da Leros, abbiamo voluto dare molta importanza al processo di Deistituzionalizzazione dell'ospedale, proprio perche espressione di soggettività, cambiamento della cultura, smantellamento dell'istituzione totale, emancipazione, concetti e pratiche chiavi per il superamento dell' internamento e dell' esclusione sociale. Faremo riferimento a questi elementi e non tanto alle ben note condizioni disumane in cui versava l'ospedale, che hanno poi avuto come conseguenza l' intervento nell'ospedale di Leros e la " riforma psichiatrica greca" grazie alle forti pressioni internazionali. A questo proposito vogliamo far notare il malinteso che spesso si crea, quando si enfatizza il fatto che la cosddetta "riforma psichiatrica" in Grecia e particolaremente il cambiamento a Leros, è stato operato dalla Commissione Europea. Questo è naturalmente vero, ma non è sufficiente per far comprendere quello che è stato fatto e in che modo è stato fatto. L' enfasi su una riforma "impostata dall esterno", non solo sottovaluta le forze anche minoritarie che all' interno delle istituzioni, hanno lottato per la deistituzionalizazzione, ma non è anche in grado di fornire una spiegazione soddisfacente al fatto che i cambiamenti che sono avvenuti erano in una certa direzione piuttosto che in un altra . Il fatto che a Leros sia stata scelta e ha vinto la strategia della deistituzionalizazzione e delle piccole strutture contro il tentativo di una umanizzazione come semplice abbellimento istituzionale ( anche tra i gruppi dei consulenti tecnici stranieri c'erano dissensi profondi su questi punti) la pressione CEE avuto un ruolo determinante, ma non decisivo, perché non era sufficiente a determinare le pratiche le modalità della trasformazione istituzionale. Ciò avveniva con un a vera e propria lotta quotidiana al interno dell' ospedale psichiatrico, all'interno della communità, e con una vera e propria strategia di alleanze nationali e internazionali, compresi alcuni funzionari della Commissione Europea. Per il gruppo che ha voluto la deistituzionalizzazione nel senso da noi inteso: 1. Il problema di Leros non era un "caso speciale", ma poneva la questione dei manicomi di tutta Europa. Nato dall' intero sistema istituzionale greco, prodotto e creazione della Psichiatria stessa, il problema di Leros poneva la questione del superamento di tutte le istituzioni della violenza e dell' internamento, nonche la questione della psichiatria come istituzione, come teoria, metodologia, epistimologia, pratica. Era proprio con questa logica che la collaborazione internazionale acquistava il suo significato e in questo consiste la sua forza e, secondo la nostra opinione, qualsiasi suo successo. Non trinceramento nazionale , da una parte, neanche comportamento coloniale dall' altra, ma collaborazione a livello europeo per Il superamento del manicomio e dell' internamento, attraverso pratiche di messa in discuzione del paradogma classico della psichiatria. 2. E' doveroso sottolineare che il lavoro a Leros deve moltissimo alla collaborazione internazionale, in particolare modo al gruppo italiano, alla metodologia che ne seguì e agli appoggi politici che furono messi in campo. 3. L'integrazione di 105 ex internati nella comunità di Leros, il cambiamento di vita di altri 130, trasferiti in ostelli organizzati in altre parti della Grecia continentale, la promozione della salute mentale e delle capacità di autonomia acquisite da molti degli abitanti delle case –famiglia all'interno dell'area ospedaliera mostro', per una volta ancora, che cronicità e incurabilità sono comode etichette di una psichiatria che si è svestita delle sue responsabilità terapeutiche, ma che ha continuato ad agire il suo cronico ruolo di controllo e di esclusione sociale. Uomini che prima erano tra i cosiddetti "nudi" del reparto 16, che sono apparsi nei videofilm e nelle fotografie negli articoli di denuncia dei giornali nel 1989, oggi vivono in gruppo- appartamenti, dentro la comunità di Leros, liberi di usufruire tempo e spazio secondo i lori bisogni e i loro desiderii. Essi sono la testimonianza infallibile del crimine che la psichiatria ha perpetrato negli anni precedenti, attraverso la deportazione a Leros, un crimine da quale, come si vede, gli psichiatri non sembrano avere imparato la lezione necessaria. 4. Quando, nel 1990, presentammo il primo programma di intervento nel manicomio di Leros, nei padiglioni 11 e 16, il commento, da parte dei dirigenti ministeriali greci fù che si trattasse di una "dichiarazione dei diritti dei pazienti" e non di un "programma stilato in modo tecnocratico". Quello che allora formulammo come programma, non avendo, dobbiamo dirlo, ancora una percezione chiara della relazione fra riabilitazione e diritti di citadinanza, si verificò che fosse la strada, il metodo, il filo conduttore degli sforzi collettivi che hanno portato alla trasformazione. 5. L'intervento nell'Ospedale psichiatrico di Leros, nonostante le restrizioni e gli ambiti asfissianti entro i quali fù lasciato alla fine cominciare, risultò collegato, sul piano delle pratiche di lavoro, non solo con importanti esperienze internazionali, ma anche con precedenti esperienze nazionali, come quella dell' Ospedale Psichiatrico di Thessaloniki. Con il proprio personale in primo momento e con i gruppi di volontari che arrivavano a Leros, Thessaloniki rappresentava, allora, a livello nazionale la lotta cosciente e la continuità del processo di Deistituzionalizazzione e il superamento del manicomio. Poi questa continuità si è interrotta. Dopo la fine dei programmi finanziati dalla CEE (reg. 815/84) non si è provveduto ad assicurare tale continuità e ugualmente importante, secondo la nostra opinione, non si è fatto nulla a livello ufficiale, per valutare l'imponente lavoro fatto a Leros e come esso potesse avere una effettiva pratica ricaduta su gli altri manicomi. Questo fa emergere una drammatica domanda riguardo il futuro degli Istituti Psichiatrici e l' organizzazione dei Sevizi di Salute Mentale in Grecia: la futura strategia e programmazione saranno una elaborazione e sviluppo dei processi che promuovono la trasformazione, il cambiamento culturale, la deistituzionalizazzione come superamento del istituzione totale e della pschiatria tradizionale, mettendo al centro del attenzione il "paziente", come soggetto portatore di diritti e soggetto del proprio cambiamento, o saranno articolati secondo le logiche che animavano le proposte dei trasporti "ammistrativi al posto di origine" degli internati di Leros, e dunque solo un cambiamento della forma di gestione, dove il "dentro" e il "fuori" non esprimono un cambiamento di qualità, ma un puro e semplice trasferimento delle stesse pratiche istituzionali ? L' intervento a Leros non è risultato essere putroppo un elemento catalizzatore della riforma psichiatrica in Grecia. così come si sperava che accadesse, però ha dimostrato in maniera incontrovertibile che il processo di deistituzionalizazzione è possibile e che, se è stato possibile andare avanti a Leros, è possibile andare avanti in ogni altro manicomio. 6. La riforma e il processo di deistituzionalizazzione
a Leros sono stati realizzati sulla base di un grande cambiamento culturale
all' interno e all' esterno del manicomio. Fino a quando non iniziò
l'intervento nei reparti dell'ospedale, il personale veniva considerato
non suscettibile di cambiamento, la comunità locale una barriera
inamovabile. Infatti, la cosidetta "economia istituzionale"
(o "manicomiale"), gli interessi locali ben strutturati, le
forti relazioni clientelari, il modo di amministrare il manicomio, sembravano
mettere in ridicolo a priori, ogni allusione al cambiamento di cultura
e costituivano gli argomenti fondamentali dell' "approccio amministrativo"
della questione di Leros. Ci fu, nel 1991, un momento critico, quando la comunità dell'isola
sembrava decidere che era meglio accettare nel suo grembo gli ex internati
come cittadini con tutti idiritti, per non rischiare processi incontrollabili
di chiusura dell'ospedale che costituiva per essa, la fonte principale
di posti di lavoro dell'isola, e soprattutto quando si effettuarono il
trasporto degli internati, negli ostelli che erano stati organizzati fuori
dall'isola. Tutti questi fattori hanno reso possibile la reintegrazione d un grande numero di ex internati, senza precedenza per la storia psichiatrica greca. Questo non significa naturalmente, che sia stata trasformata l' isola per quanto riguarda la sua struttura sociale. Significa, tuttavia, che, se l' esclusione è un processo dinamico, gli internati hanno il diritto di trovarsi almeno nello stesso campo degli scambi sociali, nel quale tutti i cittadini lottano per la difesa e I' ampliamento dei loro diritti, dentro l' Essere Sociale dato. Questa lotta per il superamento del esclusione, tanto come processo sociale, quanto come agire di una pratica di intervento psichiatrico, è la questione principale della deistituzionalizazzione ed è allo stesso tempo, l'elemento motore di trasformazione culturale. 7. Il lavoro di deistituzionalizazzione del O.P. di Leros si è interrotto nel 1995, quando sono finiti i finanziamenti tramite I programmi della regulation. CEE 815/84. Tutto si è interrotto nel periodo di sforzo massimo del processo di trasformazione. Molte cose erano appena cominciate e sono rimaste sospese. Altre, appena cominciate, non hanno potuto consolidarsi. Il personale specializzato dell' intervento, non più retribuito, è andato via poco dopo, mentre I gruppi stranieri avevano già lasciato l'isola. Le nuove strutture sono rimaste senza una una legale costituzione di autonomia, accessori dell' istituto manicomiale. La struttura del manicomio è cambiato, i grandi reparti soppressi e sostituiti da piccole strutture d'alloggio di 10 persone in media. La struttura decentrata, però non veniva seguita da una gestione decentrata. Il manicomio è rimasto manicomio, benchè con un immagine completamente nuova. La grande conquista, che rimane, è il cambiamento culturale in una grande parte del personale, che fà sforzi, con innumerevoli difficolta', per mantenere i progressi degli anni precedenti, procurando ai pazienti condizioni di vita migliorate ed una base di diritti allargata. La questione ragionevole è se e quanto merita un siffatto lavoro come questo a Leros negli ultimi anni, con tante risorse materiali e umane implicate, se l'obiettivo della deistituzionalizazzione debba lasciare il posto al conseguimento di una semplice immagine modernizzata. 8. Un nuovo programma, finanziato dalla CEE, avente titolo "Azione Speciale per Leros", ha per obiettivo quello di creare il trampolino di un nuovo sviluppo economico, che darà occupazione al personale già in esubero per il manicomio, Questo programma prevede la creazione di cooperative sociali, dove, oltre al personale, participeranno utenti ed altri cittadini di Leros.Il disegno di legge che lo permettera, è gia pronto, ma non è stata ancora approvato dal Parlamento. 9. Le domande relative al futuro sono sul come proseguirà il processo di deistituzionalizazione. come saranno amplificati, riconosciuti e consolidati i diritti di cittadinanza per tutti I pazienti, quale il programma di sviluppo economico alternativo: continuazione e sviluppo del processo di deistituzionalizazzione, oppure soluzioni amministrative che avranno come obiettivo l'uso di fondi economici senza portare un cambiamento sociale e culturale che emancipi internati ed abitanti dell'isola? Inoltre, quale sarà la sorte del manicomio, sarà lasciato ad avvizzire come una bella immagine oppure potrebbe diventare un centro di trasformazione, economica, sociale e culturale restituendolo così alla communità locale e a tutto il territorio nazionale, affrancandosi così definitamente dalla sua terribile funzione di luogo di prigionia ed esclusione? |
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