………..“Parlando di Franco Basaglia il mio timore di rinchiuderlo in un codice, un’interpretazione, è grande, così come è grande la fatica di parlare di lui dopo dieci anni di lavoro in comune.

Ha detto: “Noi facciamo della pratica, prima della pratica e poi della teoria. Non facciamo prima della teoria e poi della pratica, perché questo sarebbe un cammino molto più reazionario di quanto voi non possiate pensare; la teoria è l’apriori scientifico: del vecchio pensiero scientifico. Questo ci è stato molto rimproverato. Non mi sono difeso, ho accettato il rischio dell’empirìa. Non avessi accettato questo rischio avrei riciclato inevitabilmente la teoria antica, quella dei testi e dei manuali da cui sono venuto. Avrei soddisfatto una forma di narcisismo intellettuale, avrei tradotto le nuove esperienze dentro un codice e un linguaggio che sarebbe rimasto lo stesso”.”

Franco Rotelli 
Direttore Servizi di Salute Mentale – Trieste  
1983  

L’UOMO E LA COSA*

*Questo testo – per la commemorazione pubblica di Franco Basaglia, Istituto Gramsci di Trieste, 1983 – è debitore per alcune importanti osservazioni a Franco Fergnani e soprattutto a Michelangelo Notarianni (e per tutte le altre allo stesso Basaglia).

Pubblicato in: “Per la normalità. Taccuino di uno psichiatra”, I Ed. Trieste, Edizioni “e”, 1994

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