Unità OperativeLe Unità Operative

- I Centri di Salute Mentale
-- Attività, interventi, prestazioni
-- CSM di Barcola/Aurisina
-- CSM della Maddalena
-- CSM di Domio
-- CSM di Via Gambini
Unità Operative-- CSM di San Giovanni
-- Clinica Psichiatrica Universitaria
- Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura
- Servizio Abilitazione e Residenze
- (1) Strutture Residenziali
- (2) Formazione e Inserimento Lavorativo
- (3) Coordinamento Risorse Informali

 

I Centri di Salute Mentale

L'attività del Centro di Salute Mentale è rivolta ad accogliere la domanda di cura delle persone adulte del territorio. I programmi e gli interventi non sono indirizzati, come a torto si pensa, solo alla popolazione che presenta problemi e disturbi mentali gravi, ma a tutti coloro che in cicli e fasi della loro vita sperimentano stati più o meno prolungati di angoscia e di tristezza, di paura e di ansia, spesso in coincidenza con particolari eventi (ad es., mancanza di lavoro o perdita di ruoli produttivi, solitudine e/o isolamento sociale, gravi conflitti familiari, lutti e separazioni, ecc.). In molti di questi casi il rapporto con il Centro di Salute Mentale può risolversi in una sola consultazione o in un numero limitato di incontri; altre volte, con modalità diverse, dura per periodi lunghi e molto lunghi.
Nel corso degli ultimi anni i servizi di salute mentale si trovano a fare fronte ad una domanda definibile come disagio diffuso inteso come condizione di malessere legata ai più differenti eventi traumatici e/o stressanti caratterizzati da difficoltà relazionali, violenze e conflitti familiari, abusi e molestie, lutti, separazioni, gravi malattie, ma anche come già detto in altre parti difficoltà economiche, abitative, lavorative, di integrazione. Le persone arrivano al servizio anche su invio del medico di medicina generale con ipotesi di diagnosi quali disturbo depressivo, insonnia, disturbo d'ansia ed altro. Il rischio che questa condizione di malessere si trasformi in condizione di malattia e di successiva invalidazione è molto elevato. Questa domanda che raggiunge anche il Distretto richiede una forte collaborazione del Centro di Salute Mentale con le Unità Operative del Distretto (consultorio, Unità Operativa bambini e adolescenti, persone in età, handicap) e con i medici di famiglia.
Oltre all'affrontamento del disagio diffuso con un programma specifico a chiara impronta preventiva il Dipartimento di Salute Mentale deve porre tra le proprie strategie quella dell'affrontamento di alcune forme di disagio e di rilevanti problematiche sociali che hanno a che vedere sia con il rischio conclamato di disturbo mentale per singoli e per gruppi di popolazione sia ad una condizione di salute mentale generale.

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Attività, interventi, prestazioni

I Centri di Salute Mentale si caratterizzano come luogo d'incontro e di scambio, offrendo prestazioni, interventi e programmi sia per le persone con disagio e/o disturbo psichico che per i familiari. Sono attivi sulle 24 ore, con 6/8 posti letto per l'ospitalità diurna e notturna; svolgono attività di emergenza e urgenza, ambulatoriali, di day hospital e di centro diurno, accogliendo domande molto diversificate. Gestiscono inoltre gruppi - appartamento, comunità terapeutiche di transizione e gruppi di convivenza.
Lo stile di lavoro privilegia la continuità dell'intervento terapeutico - riabilitativo, specie per le persone che soffrono di disturbi mentali gravi. Tale criterio prevede di sostenere la persona nell'esercizio di fondamentali diritti e nell'accesso a opportunità sociali (casa, istruzione, formazione al lavoro, gestione della salute, attività del tempo libero), accompagnandola nei suoi percorsi abilitativi e orientandola nel rapporto con altri servizi e istituzioni. Per le stesse ragioni il servizio è organizzato per intervenire nei diversi luoghi in cui la persona con disagio e/o disturbo psichico si trova: non solo la sua abitazione, ma anche l'ospedale, il pensionato per persone in età, fino eventualmente al carcere e all'ospedale psichiatrico giudiziario.
Descriviamo qui di seguito, molto in sintesi, le principali attività, interventi e prestazioni dei Centri di Salute Mentale.

Ospitalità notturna

Ospitalità diurna

Visita ambulatoriale

Visita domiciliare

Attività in/di gruppo

Interventi di abilitazione e prevenzione

Sostegno per l'accesso a diritti e opportunità sociali

Sostegno all'abitare

Ospitalità Notturna - Per periodi di tempo variabili (da una notte a più settimane, mediamente per 14 giorni) il Centro può offrire ospitalità notturna. In ogni struttura sono disponibili 8 posti letto, utilizzati come uno degli strumenti di risposta alla crisi, per periodi in cui vi è maggiore necessità di protezione da particolari rischi, o per offrire possibilità di distanziamento sia al paziente (trattamento sanitario volontario e/o obbligatorio) che alla sua famiglia. A Trieste anche il ricovero ai fini del Trattamento Sanitario Obbligatorio si realizza di norma nel Centro di Salute Mentale, in alternativa alla degenza ospedaliera presso il Diagnosi e Cura.

Ospitalità Diurna/Day Hospital - L'ospitalità per alcune ore, o per l'intera giornata, viene proposta per offrire una condizione di temporanea protezione o tutela, specie negli stati di crisi o di tensione, per favorire il distanziamento dal proprio gruppo di convivenza e alleggerire il carico della famiglia. L'ospitalità è inoltre indispensabile per seguire terapie farmacologiche e per il sostegno psicoterapeutico, per stimolare la partecipazione ad attività individuali e di gruppo, a programmi di orientamento, a percorsi di informazione e formazione.

Visita ambulatoriale - Corrisponde alla prima visita (anche come semplice consultazione) o a visite successive, di verifica dell'andamento del programma terapeutico. Durante la visita ambulatoriale si scambiano notizie e pareri con la persona e/o con i suoi familiari, si effettuano verifiche sul trattamento farmacologico, si danno consigli o si interviene in situazioni di crisi. È in questa sede che si preparano certificati medici e relazioni sanitarie specialistiche.

Visita domiciliare - Programmata o svolta d'urgenza, la visita domiciliare consente la conoscenza delle condizioni di vita della persona e della sua famiglia. In certi casi serve a mediare i conflitti nelle relazioni di vicinato, specie nell'intervento in situazioni di crisi. Per le persone che hanno difficoltà a recarsi al servizio, viene utilizzata per somministrare la terapia farmacologica e portare sostegno, o accompagnare a/da casa, in ospedale, negli uffici pubblici, a corsi di formazione e al lavoro.

Lavoro terapeutico individuale - Incontri programmati, orientati all'ascolto e all'approfondimento dei problemi e delle condizioni di vita della persona. La dimensione del colloquio facilita il confronto nell'acquisizione di nuovi punti di vista, consente forme di apprendimento e di rassicurazione, stimola maggiore consapevolezza, aiuta a intravedere vie d'uscita e a costruire nuovi equilibri.

Lavoro terapeutico con la famiglia - Incontri programmati con i membri della famiglia per verificare e discutere le dinamiche e i conflitti, allo scopo di favorire una maggiore conoscenza e partecipazione ai problemi, stimolare possibili cambiamenti, costruire alleanze e adesione consapevole al programma terapeutico.

Attività in/di gruppo - Incontri programmati, in cui il confronto e lo scambio di informazioni su problemi comuni rafforza la capacità di conoscersi reciprocamente, organizzarsi e organizzare la partecipazione e il tempo libero, costruire e ampliare la rete sociale. Il lavoro di gruppo - tra operatori/operatrici e persone con disagio e/o disturbo psichico, spesso con la partecipazione di volontari/volontarie - ha soprattutto lo scopo di attivare una rete sociale al di là della famiglia, in cui possono essere coinvolte figure significative (amici, colleghi di lavoro, vicini di casa), o altre figure che svolgono un ruolo importante nel processo terapeutico e di reintegrazione sociale. Incontri di gruppo vengono proposti anche ai familiari, per migliorare le loro conoscenze intorno al disturbo mentale, accrescere nel confronto reciproco la capacità di fronteggiare i problemi e gli stati di crisi, costruendo e ampliando la rete di relazioni su cui si basa il mutuo aiuto.

Interventi di abilitazione e prevenzione - Si tratta di iniziative, dirette e indirette, volte ad avviare percorsi di accesso all'informazione e alla cultura, alla formazione e all'inserimento lavorativo. Essenziali strumenti di queste attività sono le cooperative finalizzate, i laboratori espressivi, la scuola, le attività sportive e ricreative, i gruppi di aggregazione giovanile e di autoaiuto.

Sostegni per l'accesso a diritti e opportunità sociali - Interventi e programmi a favore delle persone più svantaggiate e delle loro famiglie, in cui si prevede l'attribuzione in via diretta di assegni economici (di integrazione sociale, di formazione al lavoro, di sostegno alle attività riabilitative) oppure, in via indiretta, inviando e/o accompagnando il paziente presso enti ed istituzioni con medesime finalità (ad es.: ATER - Azienda Territoriale Edilizia Residenziale; Tribunale; Fondazioni; INPS - Istituto Nazionale Previdenza Sociale; Ufficio di collocamento). I programmi possono inoltre attivare, in accordo con la persona, la gestione e l'amministrazione del patrimonio.

Sostegni all'abitare - Programmi terapeutico - riabilitativi svolti a domicilio o in condizioni di residenzialità (gruppi appartamento, comunità alloggio, comunità terapeutiche), mirati a sostenere le capacità di vita quotidiana, per preservare o riapprendere abilità sociali e interpersonali, di vita in gruppo. I programmi comportano differenti gradi di assistenza e di protezione, in rapporto alle disabilità e ai bisogni delle persone.

Attività di consulenza - Interventi presso servizi sanitari o reparti ospedalieri ove siano ricoverati persone già in contatto con il Centro di Salute Mentale, ma anche per l'approccio con persone non note al servizio, al fine di svolgere approfondimenti diagnostici, consigliare terapie specifiche, avviare la presa in carico. La consulenza è attiva anche con il carcere, per persone detenute che presentano problemi e disturbi psichici. Più intensi sono la presenza e il lavoro di raccordo e consulenza nelle sedi distrettuali, tramite la mediazione del medico di medicina generale, e nelle case di riposo pubbliche e private.

Telefono - Segnalazioni, consigli, appuntamenti, verifiche. Anche in caso di urgenze.

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Centro di Salute Mentale sulle 24 oreCentro di Salute Mentale di Barcola - Aurisina (Distretto 1)

 

Viale Miramare 111 - Trieste
Tel. 040 411 452 - 040 411 586
Fax 040 412 601
e-mail: csm.barcola@ass1.sanita.fvg.it

 

Aperti nel 1975, mentre si completava la chiusura dell'ospedale psichiatrico, i Centri di Salute Mentale di Barcola e Aurisina sono stati i primi in Italia ad essere attivi ogni giorno sulle 24 ore, dotati di 8 posti letto e una mensa. Dal 1990 è stata realizzata la loro progressiva integrazione in un'unica Unità Operativa, con una differenziazione di funzioni tra le due sedi: da un lato Barcola, sede dell'ospitalità notturno/diurna (mq 400); dall'altro Aurisina, sede di attività diurne (mq 450). Nel corso degli ultimi anni il servizio di Aurisina si è sempre più caratterizzato per le attività di Centro Diurno rivolte a tutte le persone in contatto con i servizi di salute mentale per cui il coordinamento delle attività progettate, i programmi sviluppati sono attualmente predisposti dall'équipe del Servizio Abilitazione e Residenze.
Situato in un palazzina a due piani dei primi del Novecento sita in Viale Miramare il Centro di Salute Mentale è dotato di 6 posti letto.

62.696 sono gli abitanti del bacino d'utenza del distretto 1 il cui territorio è caratterizzato dalla compresenza di aree fortemente urbanizzate verso aree prevalentemente rurali con piccoli paesi ed aree semiresidenziali che ha un'estensione pari a circa due terzi dell'intera provincia di Trieste. Comprende da un lato una zona "bassa", prevalentemente urbana (Cologna, Scorcola), con alcuni rioni abbastanza ricchi di servizi e di vita sociale (Roiano, Gretta) e un quartiere residenziale (Barcola); dall'altro, il territorio carsico (Altopiano est e Altopiano ovest, con i comuni minori di Duino Aurisina, Monrupino e Sgonico).
722 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte al Centro di Salute Mentale nel corso del 2005, il 34,9% (252) erano al primo contatto con i servizi di salute mentale. Le donne sono il 57,5% (415) dell'utenza del Centro di Salute Mentale.
Più di 1/3 dell'utenza complessiva presenta un disturbo mentale severo. Il 35,7% (252) delle persone che hanno contattato il Centro di Salute Mentale nello scorso anno rientra nell'area diagnostica relativa ai disturbi psicotici (F20 – 29; ICD-X ).
91 sono state le persone che nel 2005 hanno utilizzato l'ospitalità diurno notturna nel Centro di Salute Mentale 24 ore.
455 sono stati i contatti nel 2005 con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura da parte di persone residenti nell'area distrettuale. Per 24 persone il contatto è esitato in un ricovero. Nel corso del 2005 il Centro di Salute Mentale di Barcola non ha effettuato alcun TSO.
39 persone sono diventati i soggetti attivi di percorsi di formazione ed inserimento lavorativo.
33 persone hanno usufruito di sostegno economico diretto attraverso gli Assegni di Integrazione Sociale.
3 ospiti di una piccola struttura residenziale a Borgo Grotta sono supportati nella vita quotidiana dal Centro di Salute Mentale.
10 persone provenienti dal territorio di competenza sono invece ospitate nelle strutture residenziali coordinate dal Servizio Abilitazione e Residenze.
28 persone seguite dal Centro di Salute Mentale sono state inserite nel 2005 nel Progetto "Amalia – Telefono Speciale", finalizzato alla prevenzione dell'isolamento sociale della popolazione anziana e a prevenire il comportamento suicidiario.
Il tasso di suicidi/10.000 abitanti era calato negli ultimi anni mentre nel 2005 è nuovamente aumentato passando dallo 0,8/10.000 al 1,3/10.000 abitanti. (vedi nella sezione Programmi: Amalia – Telefono Speciale)
2 persone detenute provenienti dall'area distrettuale di competenza e 4 persone detenute "fuori zona" sono state sostenute dal Centro di Salute Mentale nel carcere di Trieste nel corso del 2005. (vedi nella sezione Programmi: Il servizio presso il carcere di Trieste)

Le microaree individuate nel Distretto 1 sono: Cologna (il primo tratto di Pendice dello Scoglietto e le vie limitrofe verso Via Giulia per 1.200 abitanti) Gretta (parte dell'insediamento ATER attorno a Largo Osoppo con 1.500 residenti), Roiano (la zona prospiciente Piazza tra i Rivi con 1.200 domiciliati). (vedi nella sezione Programmi: Microaree)
5 psichiatri e psichiatre, 1 psicologo e 1 psicologa, 1 responsabile infermieristica, 27 infermieri e infermiere, 1 tecnica della riabilitazione, 1 assistente sociale, 1 operatore tecnico e 1 amministrativo compongono l'équipe del Centro di Salute Mentale.
2.745.986 € è costato nel 2005 il Centro di Salute Mentale di Barcola – Aurisina.

Il presidio distrettuale di salute mentale si trova presso le sedi del Distretto 1:
Presidio distrettuale di salute mentale
Via L. Stock n. 2
Tel. 040 399 78 05
Fax 040 399 78 37
e-mail: csm.stock@ass1.sanita.fvg.it

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Centro di Salute Mentale sulle 24 oreCentro di Salute Mentale della Maddalena (Distretto 2)

 

Via Molino a Vento 123
Tel. 040-399 5730 accoglienza
Tel. 040 399 5732/3 segreteria
Fax . 040-399 5735
e-mail: csm.maddalena@ass1.sanita.fvg.it

 

E' situato in una palazzina a due piani (600 mq), all'interno del comprensorio dell'ex ospedale infettivi della Maddalena ed è dotato di 8 posti letto.
56.258 sono gli abitanti del bacino d'utenza del Distretto 2 che serve un'area urbana coincidente con parte del territorio del comune di Trieste. Comprende da un lato il centro storico, con Città Vecchia, le Rive, il Borgo Teresiano, il colle di San Vito; dall'altro la zona di viale Campi Elisi e il rione di San Giacomo - Ponziana, con vasti agglomerati di case popolari.
843 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte al Centro di Salute Mentale nel corso del 2005, il 36,3% (306) erano al primo contatto con i servizi di salute mentale. Le donne sono il 58,8% (496) dell'utenza del Centro di Salute Mentale.
Circa 1/4 dell'utenza complessiva presenta un disturbo mentale severo. Il 24,6% (207) delle persone che hanno contattato il Centro di Salute Mentale nello scorso anno rientrano nell'area diagnostica relativa ai disturbi psicotici (F20 – 29; ICD-X).
121 sono state le persone che nel 2005 hanno utilizzato l'ospitalità diurno notturna nel Centro di Salute Mentale 24 ore.
536 sono stati i contatti nel 2005 con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura da parte di persone residenti nell'area distrettuale. Per 59 persone il contatto è esitato in un ricovero.
3 le persone ricoverate nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura e/o accolte nel Centro di Salute Mentale in TSO per 21 giornate complessive.
43 persone sono diventati i soggetti attivi nei percorsi di formazione ed inserimento lavorativo.
51 persone hanno usufruito di sostegno economico diretto attraverso gli Assegni di Integrazione Sociale e le Una Tantum.
24 persone, abitanti in 5 strutture residenziali (gruppi - appartamento, comunità terapeutiche di transizione e gruppi di convivenza sono supportate) sono sostenute nella vita quotidiana con una quota oraria del tempo di lavoro degli operatori del Centro di Salute Mentale.
13 persone provenienti dal territorio di competenza sono ospitate nelle strutture residenziali coordinate dal Servizio Abilitazione e Residenze.
23 persone seguite dal Centro di Salute Mentale sono state inserite nel 2005 nel Progetto "Amalia – Telefono Speciale", finalizzato alla prevenzione dell'isolamento sociale della popolazione anziana e a prevenire il comportamento suicidario.
ll tasso di suicidi rispetto ai valori degli anni scorsi si è dimezzato passando dal 1,9/10.000 abitanti allo 0,9/10.000 del 2005. (vedi nella sezione Programmi: Amalia – Telefono Speciale)
8 persone detenute provenienti dall'area distrettuale di competenza e 2 "fuori zona" sono state sostenute dal Centro di Salute Mentale nel carcere di Trieste nel corso del 2005. (vedi nella sezione Programmi: Il servizio presso il carcere di Trieste)
Le microaree individuate nel Distretto 2 sono: Ponziana (l'area compresa tra Via Ponziana e Orlandini con 1.751 persone domiciliate), Vaticano (l'insediamento ATER di Via dell'Istria con 374 residenti), Cavana (parte dello storico rione di Cittavecchia per 1.611 abitanti). (vedi nella sezione Programmi: Microaree)
4 psichiatri, 2 psicologi, 1 responsabile infermieristica, 23 infermieri e infermiere, 8 operatori/operatrici socio-sanitari, 2 tecnici e tecniche della riabilitazione, 2 assistenti sociali e 1 amministrativa compongono l'équipe.
2.931.217 € è costato nel 2005 il Centro di Salute Mentale della Maddalena.

Il presidio distrettuale di salute mentale è attivato nella sede distrettuale Via San Marco:
Presidio distrettuale di salute mentale
Via San Marco, 11
Tel. 040 36 79 98
34100, Trieste

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Centro di Salute Mentale sulle 24 oreCentro di Salute Mentale di Domio (Distretto 3)

 

Via Morpurgo 7
Tel. 040 282 00 24 - 040 282 00 39
Fax 040 282 00 40
e-mail: csmdomio.segr@ass.1.sanita.fvg.it

 

E' collocato in una palazzina a due piani di circa 600 mq ed è dotato di 8 posti letto.
62.516 sono gli abitanti del bacino d'utenza del Distretto 3 il cui territorio è caratterizzato dalla compresenza di aree fortemente urbanizzate vs. aree prevalentemente rurali con aree semiresidenziali, piccoli paesi e cittadine. E' il distretto più popoloso di Trieste; comprende le circoscrizioni di Servola - Chiarbola e Valmaura - Borgo San Sergio, zone periferiche e prevalentemente urbane, di edilizia popolare; si estende inoltre ai comuni di Muggia, di San Dorligo della Valle e per una parte dell'altipiano carsico.
743 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte al Centro di Salute Mentale nel corso del 2005, il 21,8% (162) erano al primo contatto con i servizi di salute mentale. Le donne sono il 54,0% (401) dell'utenza del Centro di Salute Mentale.
Quasi 1/4 dell'utenza complessiva presenta un disturbo mentale severo. Il 26,4% delle persone che hanno contattato il Centro di Salute Mentale nello scorso anno rientra nell'area diagnostica relativa ai disturbi psicotici (F20 – 29; ICD-X).
71 sono state le persone che nel 2005 hanno utilizzato l'ospitalità diurno notturna nel Centro di Salute Mentale 24 ore.
405 sono stati i contatti nel 2005 con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura da parte di persone residenti nell'area distrettuale. Per 35 persone il contatto è esitato in un ricovero.
1 persona è stata ricoverata nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura e poi accolta nel Centro di Salute Mentale in TSO per 14 giornate di ricovero complessive.
37 persone sono diventati i soggetti attivi di percorsi di formazione ed inserimento lavorativo.
40 persone hanno usufruito di sostegno economico diretto attraverso gli Assegni di Integrazione Sociale e le Una Tantum.
3 persone, abitanti in una struttura residenziale (gruppi - appartamento, comunità terapeutiche di transizione e gruppi di convivenza sono supportate) sono sostenute nella vita quotidiana con una quota oraria del tempo di lavoro degli operatori del Centro di Salute Mentale.
12 persone provenienti dal territorio di competenza sono invece ospitate nelle strutture residenziali coordinate dal Servizio Abilitazione e Residenze.
22 persone seguite dal Centro di Salute Mentale sono state inserite nel 2005 nel Progetto "Amalia – Telefono Speciale", finalizzato alla prevenzione dell'isolamento sociale della popolazione anziana e a prevenire il comportamento suicidario.
Nel corso degli ultimi anni il tasso dei suicidi in provincia di Trieste è diminuito. Nel 2005 il distretto 3 è l'area con il tasso di suicidi per 10.000 abitanti più basso della provincia di Trieste (0,6 per 10.000 abitanti). (vedi nella sezione Programmi: Amalia – Telefono Speciale)
4 persone detenute provenienti dall'area distrettuale di competenza e 3 persone detenute "fuori zona" sono state supportate dal Centro di Salute Mentale nel corso del 2005 nel carcere di Trieste. (vedi nella sezione Programmi: Il servizio presso il carcere di Trieste)
Le microaree individuate nel Distretto 3 sono una parte di Via Valmaura (un migliaio di abitanti), l'insediamento ATER di Via Grego ("i puffi", circa un migliaio di residenti), le zone limitrofe di Piazzale Giarizzole (1.200 domiciliati). Nel corso del 2006, all'interno del programma Microaree, è inserita anche la località di Zindis. (vedi nella sezione Programmi: Microaree)
4 psichiatri e psichiatre, 1 psicologi e 1 psicologa, 1 responsabile infermieristica, 20 infermieri e infermiere, 3 tecnici e tecniche della riabilitazione, 2 operatrici socio-sanitarie, 1 assistente sociale e 1 amministrativa compongono l'équipe del Centro di Salute Mentale.
€ 2.432.835 è costato nel 2005 il Centro di Salute Mentale di Domio.
Il presidio distrettuale di salute mentale è attivato nelle sedi del Distretto 3 nel rione Valmaura e nel comune di Muggia.

Il presidio distrettuale di salute mentale si trova presso la sede del Distretto 3, al seguente indirizzo:
Presidio distrettuale di salute mentale
Via Valmaura 59
Tel. 040 399 58 28
Fax 040 399 58 23

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Centro di Salute Mentale sulle 24 oreCentro di Salute Mentale di Via Gambini (Distretto 4)

 

Via Gambini 8
Tel. 040 632 195 - 040 632 140
Fax 040 360 457
e-mail: csm.gambini@ass1.sanita.fvg.it

 

Prende il nome dalla via omonima nella quale ha la propria sede, in una palazzina a due piani di 600 mq. Il Centro di Salute Mentale è dotato di 6 posti letto.
46.838 sono gli abitanti del bacino d'utenza del Centro di Salute Mentale di Via Gambini che serve un'area urbana coincidente con parte del territorio del comune di Trieste e comprende i quartieri di Barriera Vecchia, San Luigi e Chiadino - Rozzol Melara.
623 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte al Centro di Salute Mentale nel corso del 2005, il 16,1% (100) erano al primo contatto con i servizi di salute mentale. Le donne sono il 59,4% (370) dell'utenza del Centro di Salute Mentale.
Più di 1/3 dell'utenza complessiva presenta un disturbo mentale severo. Il 37,7% (235) delle persone che hanno contattato il Centro di Salute Mentale nello scorso anno rientra nell'area diagnostica relativa ai disturbi psicotici (F20 – 29; ICD-X).
66 sono state le persone che nel 2005 hanno utilizzato l'ospitalità diurno notturna nel Centro di Salute Mentale 24 ore.
331 sono stati i contatti nel 2005 con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura da parte di persone residenti nell'area distrettuale. Per 20 persone il contatto è esitato in un ricovero.
9 sono state le persone ricoverate nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura e/o accolte nel Centro di Salute Mentale in TSO per 129 giornate complessive.
40 persone sono diventati i soggetti attivi di percorsi di formazione ed inserimento lavorativo.
34 persone hanno usufruito di sostegno economico diretto attraverso gli Assegni di Integrazione Sociale e le Una Tantum.
10 persone, abitanti in 3 strutture residenziali (gruppi - appartamento, comunità terapeutiche di transizione e gruppi di convivenza sono supportate) sono sostenute, nella vita quotidiana, con una quota oraria del tempo di lavoro degli operatori del Centro di Salute Mentale.
4 persone provenienti dal territorio di competenza sono ospitate nelle strutture residenziali coordinate dal Servizio Abilitazione e Residenze.
7 persone seguite dal Centro di Salute Mentale sono state inserite nel 2005 nel Progetto "Amalia – Telefono Speciale", finalizzato alla prevenzione dell'isolamento sociale della popolazione anziana e a prevenire il comportamento suicidario.
Nel corso degli ultimi anni il tasso dei suicidi in provincia di Trieste è diminuito, i dati distrettuali (1,2 suicidi/10.000 abitanti) collocano il Distretto 4 vicino ai valori medi (1 suicidio/10.000). (vedi nella sezione Programmi: Amalia – Telefono Speciale)
1 persona detenuta proveniente dall'area distrettuale di competenza e 3 persone detenute "fuori zona" sono state sostenute dal Centro di Salute Mentale nel corso del 2005 nel carcere di Trieste. (vedi nella sezione Programmi: Il servizio presso il carcere di Trieste)
Il Centro di Salute Mentale collabora al progetto "Stella Polare" che è un programma di interventi in favore di donne straniere soggette a violenza e sfruttamento sessuale, predisposto con la finalità di affrancare le prostitute straniere da qualsiasi coercizione. Il Centro di Salute Mentale, nei confronti delle donne inserite nel progetto, svolge principalmente attività di supporto nell'accesso ai servizi sanitari e sociali presenti sul territorio e si predispone alla realizzazione di percorsi individualizzati per la formazione, l'orientamento e il progressivo inserimento lavorativo, utilizzando borse di formazione / lavoro messe a disposizione dal Dipartimento di Salute Mentale (3 all'anno) e dal Comune di Trieste. Nel corso del 2005 nell'ambito del progetto "Stella Polare" sono state avviate a percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale 8 ragazze 3 delle quali sono state successivamente assunte.
Il 14% della nuova utenza 2005 proviene da paesi extracomunitari. Questo dato assieme a quello rilevante del 33% di TSO eseguiti su persone extracomunitarie ha svelato la difficoltà ad affrontare il disagio psichico all'interno del disagio da sradicamento dal proprio ambiente geografico e culturale, nonostante la presenza di mediatori linguistici e la conoscenza della lingua italiana. A partire da questi elementi e con il fine di costruire insieme pratiche accettabili in culture diverse il C.S.M. di via Gambini ha iniziato a collaborare al progetto Disagio Invisibile: Nuovi Approcci alla Salute degli Immigrati, con il Centro Italiano di Solidarietà.
La microarea individuata nel Distretto 4 per la parte di territorio di cui è competente il Centro di Salute Mentale di Via Gambini è l'insediamento ATER di Melara ed una parte di Via Forlanini; vi abitano 2.035 persone. (vedi nella sezione Programmi: Microaree)
2 psichiatre e 1 psichiatra, 2 psicologhe, 1 responsabile infermieristica, 18 infermieri e infermiere, 1 assistente sanitaria, 1 tecnico della riabilitazione, 1 assistente sociale, 3 operatrici socio-sanitari e 1 ausiliaria specializzato.
1.970.888 € è costato nel 2005 il Centro di Salute Mentale di Via Gambini.

Il presidio distrettuale di salute mentale si trova presso una delle sedi del Distretto 4, al seguente indirizzo:
Presidio distrettuale di salute mentale
Comprensorio di San Giovanni
Piazzale G. Canestrini 8
Tel. 040 399 73 32

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Centro di Salute Mentale sulle 24 oreCentro di Salute Mentale di San Giovanni (Distretto 4)

 

Via Paolo de Ralli 5
Tel. 040 399 73 01- 040 399 73 02
Fax 040 399 74 01
e-mail: csm.psichiatrica@ass1.sanita.fvg.it

 

A partire dal 1999, la Clinica Psichiatrica Universitaria (UCO) ha avviato un'attività territoriale nella circoscrizione 8 - rione di San Giovanni.
11.468 persone risiedono nel territorio di competenza che fa parte del Distretto 4. Nel Centro di Salute Mentale di San Giovanni vi è la disponibilità di 4 posti letto e le prestazioni, le attività e i programmi si sviluppano in conformità con quanto già accade negli altri Centri di Salute Mentale, anche se il lavoro territoriale è integrato ai programmi propri della Clinica Psichiatrica.
235 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte al Centro di Salute Mentale nel corso del 2005, il 23,0% (56) erano al primo contatto con i servizi di salute mentale. Le donne sono il 59,1% (139) dell'utenza del Centro di Salute Mentale.
Quasi 1/4 dell'utenza complessiva presenta un disturbo mentale severo. Il 23,8% (56) delle persone che hanno contattato il Centro di Salute Mentale nello scorso anno rientra nell'area diagnostica relativa ai disturbi psicotici (F20 – 29; ICD-X).
59 sono state le persone che nel 2005 hanno utilizzato l'ospitalità diurno notturna nel Centro di Salute Mentale 24 ore.
107 sono stati i contatti nel 2005 con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura da parte di persone residenti nell'area distrettuale. Per 5 persone il contatto è esitato in un ricovero.
4 le persone ricoverate nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura e/o accolte nel Centro di Salute Mentale in TSO per 42 giornate complessive.
20 persone sono diventati i soggetti attivi di percorsi di formazione ed inserimento lavorativo.
28 persone hanno usufruito di sostegno economico diretto attraverso gli Assegni di Integrazione Sociale e le Una Tantum.
Il Centro di Salute Mentale non gestisce strutture residenziali intese come gruppi - appartamento, comunità terapeutiche di transizione, gruppi di convivenza.
35 persone provenienti dal territorio di competenza sono ospitate nelle strutture residenziali coordinate dal Servizio Abilitazione e Residenze.
8 persone seguite dal Centro di Salute Mentale sono state inserite nel corso del 2005 nel Progetto "Amalia – Telefono Speciale" finalizzato alla prevenzione dell'isolamento sociale della popolazione anziana e a prevenire il comportamento suicidario. Nel corso degli ultimi anni il tasso dei suicidi in provincia di Trieste è diminuito, i dati distrettuali (1,2 suicidi/10.000 abitanti) collocano il Distretto 4 vicino ai valori medi (1 suicidio/10.000). (vedi nella sezione Programmi: Amalia – Telefono Speciale)
3 persone detenute provenienti dall'area distrettuale di competenza e 3 persone detenute "fuori zona" sono state sostenute dal Centro di Salute Mentale nel corso del 2005 nel carcere di Trieste. (vedi nella sezione Programmi: Il servizio presso il carcere di Trieste)
La microarea individuata nel Distretto 4 per la parte di territorio di cui è competente il Centro di Salute Mentale San Giovanni ha la forma di un quadrilatero che si estende ai lati e sopra la chiesa di Piazzale Gioberti, vi abitano 2.404 persone. (vedi nella sezione Programmi: Microaree)
6 psichiatri e psichiatre (di cui 4 universitari), 1 psicologa, 1 responsabile infermieristica, 14 infermieri e infermiere, 6 operatrici socio-sanitarie, 1 assistente sanitario, 1 tecnica della riabilitazione e 1 amministrativa compongono l'équipe del Centro di Salute Mentale.
1.716.232 € è costato nel 2005 il Centro di Salute Mentale di San Giovanni.

Il presidio distrettuale di salute mentale si trova presso una delle sedi del Distretto 4:
Presidio distrettuale di salute mentale
Comprensorio di San Giovanni
Piazzale G. Canestrini 8
Tel. 040 399 73 32

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Clinica Psichiatrica UniversitariaClinica Psichiatrica Universitaria

 

Via Paolo de Ralli 5
Tel. 040 571 077 - 040 511 56
Fax 040 566 179

 

La Clinica Psichiatrica Universitaria (UCO) svolge attività didattica, di ricerca e assistenza nel campo della salute mentale. In quanto sede della scuola di specializzazione in psichiatria, conduce programmi e iniziative di ricerca articolate in attività di tipo epidemiologico, clinico e psicofarmacologico che interessano le varie patologie psichiatriche. Particolarmente approfonditi sono gli aspetti psicopatologici dell'umore, i problemi connessi alle condotte suicidarie e dei disturbi del comportamento alimentare. Per le patologie relative al decadimento demenziale la Clinica è punto di riferimento per tutta l'azienda sanitaria triestina e per altre aziende regionali (vedi Programmi: Progetto Alzheimer).
Nell'ambito della sua attività istituzionale dispone di 6 posti letto, sia per la degenza che per interventi di day hospital.
297 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte alla Clinica Psichiatrica nel corso del 2005, il 63,3% (188) di queste erano donne.
38 le persone che nel 2005 sono state ricoverate in Clinica Psichiatrica.

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SPDC Servizio Psichiatrico di Diagnosi e CuraServizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura

 

Ospedale Maggiore
Via Stuparich 1
Tel. 040 399 24 94 - 399 25 16
Fax 040 399 27 51
e-mail: diagnosi.cura@ass1.sanita.fvg.it

Il Servizio di Diagnosi e Cura rappresenta l'interfaccia tra ospedale e territorio, essendo collocato fisicamente presso l'Ospedale Maggiore pur dipendendo dal Dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda sanitaria territoriale. Dotato di 8 posti letto (che scenderanno a 6 nella nuova sede), è aperto sulle 24 ore, lavora in stretto raccordo con il Pronto Soccorso e con le altre Unità Operative del Dipartimento di Salute Mentale. A tale scopo, sono stati approntati speciali protocolli d'intesa che regolano le procedure di consulenza e presa in carico dei pazienti.
Vi operano 3 psichiatri e 16 infermieri/e per i pomeriggi e le notti dei giorni feriali, e per tutti i giorni festivi. Il servizio si avvale della reperibilità svolta a turno dai medici psichiatri provenienti da tutte le Unità Operative del Dipartimento di Salute Mentale.
La funzione principale del Diagnosi e Cura è di svolgere attività di consulenza psichiatrica per i casi di urgenza/emergenza che si presentano al pronto soccorso, e di offrire interventi di consulenza alle Unità Operative ospedaliere che ne fanno richiesta. L'équipe, dopo aver effettuato la valutazione specialistica (circa 2000 contatti all'anno), e dopo aver prestato le prime cure, può considerare il problema:
- sufficientemente risolto, limitandosi a suggerire un eventuale contatto con il medico di famiglia;
- rilevante e non risolto, consigliando e attivando il contatto con il Centro di Salute Mentale di competenza;
- di considerevole difficoltà o gravità, attivando il Centro di Salute Mentale di riferimento cui spetta la decisione della presa in carico.

Obiettivo del servizio di Diagnosi e Cura è ridurre il più possibile la durata del ricovero ospedaliero, in linea con il principio della territorialità della cura; le eventuali eccezioni (casi di ricovero più lungo) sono da considerarsi una conferma di questo principio. Pertanto il ricovero nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura - sia esso in trattamento sanitario volontario o obbligatorio - non può mai essere considerato alternativo o sostitutivo della presa in carico da parte del Centro di Salute Mentale di competenza. I ricoveri programmati sono in genere concordati con le Unità Operative territoriali e con le Unità Ospedaliere, o possono essere disposti in casi particolari dall'autorità giudiziaria (ad es. per detenuti con patologie psichiatriche acute, o imputati che necessitano di perizia psichiatrica).

Questo modello organizzativo del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, che opera in stretto collegamento con i Centri di Salute Mentale, ha consentito finora che i pazienti, anche nelle situazioni più gravi, mantenessero i contatti con il proprio ambiente per un più agevole superamento delle situazioni di crisi; inoltre ha confermato la possibilità di evitare l'istituzionalizzazione ed il rischio di neo-manicomialismo a cui i servizi di Diagnosi e Cura sono oggettivamente esposti.
Le porte del servizio sono sempre aperte e non si ricorre mai, in nessun caso, alla contenzione.
Il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, con 8 posti letto, fornisce la risposta all'emergenza di pronto soccorso psichiatrico e svolge la funzione di filtro e di avvio ai servizi territoriali di base.

1019 persone si sono rivolte al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura nel corso del 2005 per un totale di 1960 contatti. Questi contatti sono esitati nell'invio a casa dopo l'opportuno colloquio nel 19% dei casi, nell'invio a casa con il consiglio di contattare il Centro di Salute Mentale nel 25% dei episodi, nell'invio al Centro di Salute Mentale nel 31% dei contatti. Un quarto circa dei contatti si risolve con l'invio ad altri servizi sanitari e/o altre agenzie.
Per quanto riguarda l'inquadramento diagnostico, circa 1/3 (28% - 254 persone) di quanti si rivolgono al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura nel corso del 2005 rientrano nell'area dei disturbi psicotici (F20-F29 - ICD-X) mentre il 23% (216) rientra nell'area delle sindromi ansiose (F40-F48).
177 persone, tra il migliaio di persone rivoltesi al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, sono state accolte e ricoverate nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura prima del contatto con il Centro di Salute Mentale.
Per alcune di esse il passaggio al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura è esitato in un ricovero avvenuto con le modalità del TSO.
Dopo il picco del 2003 (28 persone e 389 giornate) i TSO nel 2005 si sono dimezzati attestandosi sui valori degli anni precedenti ed hanno riguardato 17 persone per complessive 206 giornate di ricovero.
Nel 2005 in provincia di Trieste le persone ricoverate in TSO sono state 7 ogni 100.000 abitanti mentre le giornate di ricovero in TSO sono state 85 ogni 100.000 abitanti.
Il valore medio italiano vede invece 20 persone ricoverate in TSO ogni 100.000 abitanti e 219 giornate di ricovero in TSO ogni 100.000 abitanti.
3 psichiatri, 1 responsabile infermieristica, 15 infermieri e infermiere, 1 assistente sanitaria compongono l'équipe.
945.981 € è costato nel 2005 il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura.

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SAR Servizio Abilitazione e ResidenzeServizio Abilitazione e Residenze

 

"Cantieri Sociali" - Padiglione M
Via De Pastrovich 1
Tel. 040 399 73 40
Fax 040 399 73 82
e-mail: segr.sar@ass1.sanita.fvg.it

 

Situato nel Comprensorio di San Giovanni, il servizio è stato creato nei primi anni '90 per dare maggiore impulso ad attività di abilitazione, riabilitazione, formative e di integrazione sociale a favore dell'utenza del Dipartimento di Salute Mentale.
Agisce a stretto contatto e in continuità con i Centri di Salute Mentale, collaborando con i Distretti. Svolge funzioni di: (1) progettazione, coordinamento e monitoraggio di attività riabilitative residenziali (in collaborazione con cooperative di tipo A), (2) programmi di formazione e inserimento al lavoro (in collaborazione con cooperative di tipo B e con agenzie formative), (3) attività di centro diurno (in collaborazione con agenzie formative).
Vi operano: 1 psichiatra, 2 assistenti sociali, 1 responsabile infermieristica, 16 infermieri e infermiere, 1 tecnica della riabilitazione, 1 educatore ed 1 educatrice, 8 operatrici socio-sanitarie, 2 ausiliari socio-assistenziali, 1 operatore tecnico e 1 amministrativa. A questi si aggiungono i soci e/o i dipendenti delle cooperative sociali di tipo A che nelle strutture residenziali coordinati dall'équipe del Servizio Abilitazione e Residenze sviluppano i propri interventi sull'area dell' "abitare" e sull'area delle relazioni e delle abilità sociali.

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SAR Servizio Abilitazione e ResidenzeSAR Servizio Abilitazione e Residenze(1) Strutture Residenziali (ufficio di coordinamento)

 

Padiglione M
Via De Pastrovich 1
Tel. 040 399 73 06

Promuove iniziative e ricerca strategie finalizzate alla qualificazione dell'abitare, e allo sviluppo di progetti abilitativi/formativi per persone che, per periodi definiti o di lunga durata, sono ospitate nelle strutture residenziali del Dipartimento di Salute Mentale. L'ufficio svolge funzioni di monitoraggio dell'ospitalità, evidenziando i posti letto disponibili e coordinandone l'utilizzo.

Le strutture residenziali del Dipartimento di Salute Mentale si distinguono in:

  • Residenze di integrazione sociale / gruppi di convivenza - gestite direttamente dai Centri di Salute Mentale, attualmente (dicembre 2005) ospitano 40 persone, distribuite in 11 gruppi di convivenza. Vengono utilizzate per persone con disagio e/o disturbo psichico con ridotte capacità di vita autonoma, che richiedono un sostegno per le attività della vita quotidiana e/o che traggono significativo vantaggio dalla vita comunitaria. In case di civile abitazione, di proprietà o in affitto ad uno o più ospiti, ha luogo la convivenza favorita e sostenuta dagli operatori/operatrici del servizio (gruppi - famiglia). Il supporto, sia diurno che a fasce orarie, viene programmato con una certa flessibilità, in relazione ai diversi bisogni e livelli di autonomia degli ospiti.
  • Residenze terapeutico - riabilitative - case o appartamenti, affittati o di proprietà dell'Azienda Sanitaria, gestite dal Servizio Abilitazione e Residenze in modo diretto (attraverso propri operatori/operatrici) o indiretto (attraverso convenzioni con cooperative sociali, generalmente di tipo A, e/o associazioni di volontariato) sempre in stretta relazione con gli/le operatori/trici del Centro di Salute Mentale del territorio da cui proviene la persona. Sono in tutto 10, per un totale di 70 ospiti; di queste, 6 hanno sede nel comprensorio di San Giovanni per complessivi 43 ospiti.

Vengono utilizzate per persone con disturbi rilevanti e importanti disabilità, che non possono contare né sulla rete familiare, perché assente o inadatta a offrire un sostegno, né sulla rete sociale. In pochi casi ormai si tratta di persone già a lungo ricoverate nell'ospedale psichiatrico, o che necessitano di programmi terapeutico - riabilitativi individualizzati e continuativi per tempi differenziati.
L'attività degli operatori/operatrici può essere diurna o diurno - notturna. Le modalità e i criteri di accesso alla struttura sono concordate tra gli operatori/operatrici dei diversi gruppi di lavoro che sostengono il progetto riabilitativo; in ogni caso l'ingresso nella struttura non fa perdere alla persona con disagio e/o disturbo psichico la sua appartenenza territoriale, né quindi il diritto alla cura presso il Centro di Salute Mentale di riferimento e la sua presa in carico in caso di dimissioni.
Un tavolo di monitoraggio e valutazione dei percorsi di inserimento nelle strutture residenziali si riunisce mensilmente presso il Servizio Abilitazione e Residenze. Al tavolo partecipa per ogni Unità Operativa del Dipartimento di Salute Mentale un operatore referente per la residenzialità ed i referenti delle diverse agenzie partner del Dipartimento di Salute Mentale impegnate nei progetti residenziali. Dal 2006 le modalità di gestione si riferiscono al budget di salute (vedi nella sezione Programmi: Budget di Salute).

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SAR Servizio Abilitazione e ResidenzeSAR Servizio Abilitazione e Residenze(2) Ufficio formazione e inserimento lavorativo

 

"Cantieri Sociali" - Padiglione M
Via De Pastrovich 1
Tel. 040 399 74 22 - 040 399 74 05
e-mail: segr.sar@ass1.sanita.fvg.it

 

Istituito nel 1996, come gruppo di coordinamento per meglio qualificare gli interventi di formazione e inserimento al lavoro, è formato da operatori/operatrici delle diverse Unità Operative del Dipartimento di Salute Mentale al fine di sviluppare i seguenti programmi:

  • percorsi di formazione professionale, in collaborazione con enti formativi;
  • azioni per la valutazione della qualità dei percorsi formativi;
  • monitoraggio mensile degli assegni di formazione/lavoro;
  • formazione degli operatori/operatrici sulle questioni del mercato del lavoro.

Le persone con disagio e/o disturbo psichico coinvolte in programmi di formazione/lavoro possono godere di assegni in denaro (borse di formazione al lavoro) che costituiscono uno strumento terapeutico molto rilevante. Obiettivi di tali programmi sono: l'acquisizione di competenze interpersonali e sociali; la costruzione di percorsi di orientamento e integrazione in ruoli lavorativi e professionali riconosciuti; il consolidamento delle basi dell'identità e dell'appartenenza sociale, nella fuoriuscita dal ruolo di malato e assistito.
Dal 1998 l'Ufficio ha attivato un tavolo di confronto con le cooperative sociali di tipo B della provincia di Trieste per elaborare strategie contro l'esclusione sociale, discutere e valutare metodologie di intervento, formulare progetti di partnership territoriali per l'integrazione e lo sviluppo.
Al servizio si accede su proposta dei Centri di Salute Mentale che sono i referenti ultimi del progetto terapeutico-abilitativo personalizzato, formulato per le persone avviate ai programmi coordinati dal Servizio Abilitazione e Residenze, relativamente all'abitare, all'inserimento lavorativo, al Centro Diurno. Vengono svolti mensilmente incontri di monitoraggio e di valutazione rispetto all'inserimento lavorativo, con i referenti individuati all'interno di ogni Centro di Salute Mentale.
Complessivamente 163 persone nel corso del 2005 hanno usufruito delle iniziative messe a punto dal Servizio Abilitazione e Residenze, 85 per la residenzialità, mentre il resto delle persone in contatto con il Servizio Abilitazione e Residenze ha utilizzato l'offerta formativa ed i laboratori del Centro Diurno (32 persone per il Politecnico) e/o i percorsi di Androna degli Orti (46 donne).

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SAR Servizio Abilitazione e ResidenzeSAR Servizio Abilitazione e Residenze(3) Coordinamento Risorse Informali

Il SAR svolge infine attività di centro diurno che si articolano in diverse sedi, tra cui il Politecnico del Padiglione M, il Centro Diurno di Aurisina, Androna degli Orti (sede del Progetto Donna Salute Mentale), e insieme coinvolgono vari soggetti, tra cui associazioni come Club Zyp, Cagipota/Kazipot, ecc., associazionismo dei familiari, e Centri di Salute Mentale, che organizzano specifiche attività in sede. I due poli più importanti delle attività di centro diurno sono il Politecnico del Padiglione M ed il Centro Diurno di Aurisina. Si sta inoltre costituendo una Segreteria per le Risorse Informali dal nome "Cantieri Sociali" che si pone appunto l'obiettivo di riunire e coordinare i vari soggetti coinvolti nell'organizzazione di tali attività.

Padiglione M: Politecnico - Centro Diurno

"Cantieri Sociali" - Padiglione M
Formazione permanente e di base (ufficio)
laboratori formativi e abilitativi
Via De Pastrovich 1
Tel. 040 399 73 84

Il Politecnico promuove e coordina progetti, laboratori e attività di formazione artistica, artigianale e culturale. Vi operano insegnanti, maestri d'arte, artisti, associazioni culturali e di volontariato. Si configura come spazio aperto alle persone provenienti dai servizi di salute mentale, ma è accessibile a tutti.
Il patrimonio di esperienze accumulato in molti anni di attività consente di elaborare metodi di lavoro originali e flessibili, attenti alle inclinazioni e alle capacità delle singole persone. Ciascuno diventa in tal modo protagonista di un percorso in cui è possibile coniugare la domanda di abilitazione con le necessità di formazione permanente e qualificata, attraverso progetti per il tempo libero, l'espressione artistica, la promozione e la produzione culturale. Tra i numerosi laboratori attivati nel corso dell'anno, operano con maggiore continuità quello teatrale, di arti visive, di musica, di tessuti e filati, di cura del corpo.
Il Politecnico inoltre organizza corsi di formazione di base nell'ambito di progetti finanziati dalla Regione o dal Fondo Sociale Europeo, in collaborazione con agenzie formative. I corsi – rivolti alle persone provenienti dall'area del disagio – riservano un certo numero di posti alle persone in contatto con i servizi di salute mentale. Vengono programmati annualmente su proposta delle Unità Operative, e l'Ufficio per la formazione ha funzioni di monitoraggio e di valutazione degli esiti.

Centro Diurno di Aurisina

Via delle Cave 9 – Aurisina
Tel. 040 200 988 – 040 201 211
Fax 040 201 236
e-mail: centrodiurno@ass1.sanita.fvg.it

Il programma del Centro Diurno di Aurisina è collocato nell'ambito di un più ampio Coordinamento delle attività abilitative, di socializzazione, di promozione della salute, di percorsi attivi di cittadinanza e protagonismo. Le attività elencate comunque si sviluppano e si praticano anche nell'ambito dei singoli Centro di Salute Mentale ed il coordinamento si sviluppa con l'intenzione di favorire una crescita quali-quantitativa delle opportunità da fornire alle persone in questi ambiti.
Ciascuna unità operativa del Dipartimento contribuisce al progetto impegnando almeno un operatore dedicato sia alle attività proprie del Centro per parte del suo debito orario, che nel lavoro di connessione tra il Centro di Salute Mentale ed il Coordinamento delle risorse informali.

Per consultare tutti gli appuntamenti della settimana: Segreteria Trasversale per le Attività Sociali: Agenda.

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DSM - Via Weiss 5 - 34128 Trieste - Italy - Tel. (0039).040.3997360 Fax (0039).040.3997363 - e-mail: dsm@ass1.sanita.fvg.it

 

 

 

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