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| Guida
ai servizi: Mappa | Azienda Sanitaria | Dipartimento di Salute Mentale | Unità Operative | Programmi | Associazioni | Cooperative |
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Ospitalità Notturna - Per periodi di tempo variabili (da una notte a più settimane, mediamente per 14 giorni) il Centro può offrire ospitalità notturna. In ogni struttura sono disponibili 8 posti letto, utilizzati come uno degli strumenti di risposta alla crisi, per periodi in cui vi è maggiore necessità di protezione da particolari rischi, o per offrire possibilità di distanziamento sia al paziente (trattamento sanitario volontario e/o obbligatorio) che alla sua famiglia. A Trieste anche il ricovero ai fini del Trattamento Sanitario Obbligatorio si realizza di norma nel Centro di Salute Mentale, in alternativa alla degenza ospedaliera presso il Diagnosi e Cura. Ospitalità Diurna/Day Hospital - L'ospitalità per alcune ore, o per l'intera giornata, viene proposta per offrire una condizione di temporanea protezione o tutela, specie negli stati di crisi o di tensione, per favorire il distanziamento dal proprio gruppo di convivenza e alleggerire il carico della famiglia. L'ospitalità è inoltre indispensabile per seguire terapie farmacologiche e per il sostegno psicoterapeutico, per stimolare la partecipazione ad attività individuali e di gruppo, a programmi di orientamento, a percorsi di informazione e formazione. Visita ambulatoriale - Corrisponde alla prima visita (anche come semplice consultazione) o a visite successive, di verifica dell'andamento del programma terapeutico. Durante la visita ambulatoriale si scambiano notizie e pareri con la persona e/o con i suoi familiari, si effettuano verifiche sul trattamento farmacologico, si danno consigli o si interviene in situazioni di crisi. È in questa sede che si preparano certificati medici e relazioni sanitarie specialistiche. Visita domiciliare - Programmata o svolta d'urgenza, la visita domiciliare consente la conoscenza delle condizioni di vita della persona e della sua famiglia. In certi casi serve a mediare i conflitti nelle relazioni di vicinato, specie nell'intervento in situazioni di crisi. Per le persone che hanno difficoltà a recarsi al servizio, viene utilizzata per somministrare la terapia farmacologica e portare sostegno, o accompagnare a/da casa, in ospedale, negli uffici pubblici, a corsi di formazione e al lavoro. Lavoro terapeutico individuale - Incontri programmati, orientati all'ascolto e all'approfondimento dei problemi e delle condizioni di vita della persona. La dimensione del colloquio facilita il confronto nell'acquisizione di nuovi punti di vista, consente forme di apprendimento e di rassicurazione, stimola maggiore consapevolezza, aiuta a intravedere vie d'uscita e a costruire nuovi equilibri. Lavoro terapeutico con la famiglia - Incontri programmati con i membri della famiglia per verificare e discutere le dinamiche e i conflitti, allo scopo di favorire una maggiore conoscenza e partecipazione ai problemi, stimolare possibili cambiamenti, costruire alleanze e adesione consapevole al programma terapeutico. Attività in/di gruppo - Incontri programmati, in cui il confronto e lo scambio di informazioni su problemi comuni rafforza la capacità di conoscersi reciprocamente, organizzarsi e organizzare la partecipazione e il tempo libero, costruire e ampliare la rete sociale. Il lavoro di gruppo - tra operatori/operatrici e persone con disagio e/o disturbo psichico, spesso con la partecipazione di volontari/volontarie - ha soprattutto lo scopo di attivare una rete sociale al di là della famiglia, in cui possono essere coinvolte figure significative (amici, colleghi di lavoro, vicini di casa), o altre figure che svolgono un ruolo importante nel processo terapeutico e di reintegrazione sociale. Incontri di gruppo vengono proposti anche ai familiari, per migliorare le loro conoscenze intorno al disturbo mentale, accrescere nel confronto reciproco la capacità di fronteggiare i problemi e gli stati di crisi, costruendo e ampliando la rete di relazioni su cui si basa il mutuo aiuto. Interventi di abilitazione e prevenzione - Si tratta di iniziative, dirette e indirette, volte ad avviare percorsi di accesso all'informazione e alla cultura, alla formazione e all'inserimento lavorativo. Essenziali strumenti di queste attività sono le cooperative finalizzate, i laboratori espressivi, la scuola, le attività sportive e ricreative, i gruppi di aggregazione giovanile e di autoaiuto. Sostegni per l'accesso a diritti e opportunità sociali - Interventi e programmi a favore delle persone più svantaggiate e delle loro famiglie, in cui si prevede l'attribuzione in via diretta di assegni economici (di integrazione sociale, di formazione al lavoro, di sostegno alle attività riabilitative) oppure, in via indiretta, inviando e/o accompagnando il paziente presso enti ed istituzioni con medesime finalità (ad es.: ATER - Azienda Territoriale Edilizia Residenziale; Tribunale; Fondazioni; INPS - Istituto Nazionale Previdenza Sociale; Ufficio di collocamento). I programmi possono inoltre attivare, in accordo con la persona, la gestione e l'amministrazione del patrimonio. Sostegni all'abitare - Programmi terapeutico - riabilitativi svolti a domicilio o in condizioni di residenzialità (gruppi appartamento, comunità alloggio, comunità terapeutiche), mirati a sostenere le capacità di vita quotidiana, per preservare o riapprendere abilità sociali e interpersonali, di vita in gruppo. I programmi comportano differenti gradi di assistenza e di protezione, in rapporto alle disabilità e ai bisogni delle persone. Attività di consulenza - Interventi presso servizi sanitari o reparti ospedalieri ove siano ricoverati persone già in contatto con il Centro di Salute Mentale, ma anche per l'approccio con persone non note al servizio, al fine di svolgere approfondimenti diagnostici, consigliare terapie specifiche, avviare la presa in carico. La consulenza è attiva anche con il carcere, per persone detenute che presentano problemi e disturbi psichici. Più intensi sono la presenza e il lavoro di raccordo e consulenza nelle sedi distrettuali, tramite la mediazione del medico di medicina generale, e nelle case di riposo pubbliche e private. Telefono - Segnalazioni, consigli, appuntamenti, verifiche. Anche in caso di urgenze.
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Centro
di Salute Mentale di Barcola - Aurisina (Distretto 1)
Viale Miramare 111 - Trieste
Tel. 040 411 452 - 040 411 586
Fax 040 412 601
e-mail: csm.barcola@ass1.sanita.fvg.it
Aperti nel 1975, mentre si completava la chiusura dell'ospedale psichiatrico,
i Centri di Salute Mentale di Barcola e Aurisina sono stati i primi in
Italia ad essere attivi ogni giorno sulle 24 ore, dotati di 8 posti letto
e una mensa. Dal 1990 è stata realizzata la loro progressiva integrazione
in un'unica Unità Operativa, con una differenziazione di funzioni
tra le due sedi: da un lato Barcola, sede dell'ospitalità notturno/diurna
(mq 400); dall'altro Aurisina, sede di attività diurne (mq 450).
Nel corso degli ultimi anni il servizio di Aurisina si è sempre
più caratterizzato per le attività di Centro Diurno rivolte
a tutte le persone in contatto con i servizi di salute mentale per cui
il coordinamento delle attività progettate, i programmi sviluppati
sono attualmente predisposti dall'équipe del Servizio Abilitazione
e Residenze.
Situato in un palazzina a due piani dei primi del Novecento sita in Viale
Miramare il Centro di Salute Mentale è dotato di 6 posti letto.
62.696 sono gli abitanti del bacino d'utenza del distretto 1 il cui
territorio è caratterizzato dalla compresenza di aree fortemente
urbanizzate verso aree prevalentemente rurali con piccoli paesi ed aree
semiresidenziali che ha un'estensione pari a circa due terzi dell'intera
provincia di Trieste. Comprende da un lato una zona "bassa",
prevalentemente urbana (Cologna, Scorcola), con alcuni rioni abbastanza
ricchi di servizi e di vita sociale (Roiano, Gretta) e un quartiere residenziale
(Barcola); dall'altro, il territorio carsico (Altopiano est e Altopiano
ovest, con i comuni minori di Duino Aurisina, Monrupino e Sgonico).
722 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte
al Centro di Salute Mentale nel corso del 2005, il 34,9% (252) erano al
primo contatto con i servizi di salute mentale. Le donne sono il 57,5%
(415) dell'utenza del Centro di Salute Mentale.
Più di 1/3 dell'utenza complessiva presenta un disturbo mentale
severo. Il 35,7% (252) delle persone che hanno contattato il Centro di
Salute Mentale nello scorso anno rientra nell'area diagnostica relativa
ai disturbi psicotici (F20 – 29; ICD-X ).
91 sono state le persone che nel 2005 hanno utilizzato l'ospitalità
diurno notturna nel Centro di Salute Mentale 24 ore.
455 sono stati i contatti nel 2005 con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi
e Cura da parte di persone residenti nell'area distrettuale. Per 24 persone
il contatto è esitato in un ricovero. Nel corso del 2005 il Centro
di Salute Mentale di Barcola non ha effettuato alcun TSO.
39 persone sono diventati i soggetti attivi di percorsi di formazione
ed inserimento lavorativo.
33 persone hanno usufruito di sostegno economico diretto attraverso gli
Assegni di Integrazione Sociale.
3 ospiti di una piccola struttura residenziale a Borgo Grotta sono supportati
nella vita quotidiana dal Centro di Salute Mentale.
10 persone provenienti dal territorio di competenza sono invece ospitate
nelle strutture residenziali coordinate dal Servizio Abilitazione e Residenze.
28 persone seguite dal Centro di Salute Mentale sono state inserite nel
2005 nel Progetto "Amalia – Telefono Speciale", finalizzato
alla prevenzione dell'isolamento sociale della popolazione anziana e a
prevenire il comportamento suicidiario.
Il tasso di suicidi/10.000 abitanti era calato negli ultimi anni mentre
nel 2005 è nuovamente aumentato passando dallo 0,8/10.000 al 1,3/10.000
abitanti. (vedi nella sezione Programmi:
Amalia – Telefono Speciale)
2 persone detenute provenienti dall'area distrettuale di competenza e
4 persone detenute "fuori zona" sono state sostenute dal Centro
di Salute Mentale nel carcere di Trieste nel corso del 2005. (vedi nella
sezione Programmi: Il servizio
presso il carcere di Trieste)
Le microaree individuate nel Distretto 1 sono: Cologna (il primo tratto
di Pendice dello Scoglietto e le vie limitrofe verso Via Giulia per 1.200
abitanti) Gretta (parte dell'insediamento ATER attorno a Largo Osoppo
con 1.500 residenti), Roiano (la zona prospiciente Piazza tra i Rivi con
1.200 domiciliati). (vedi nella sezione Programmi:
Microaree)
5 psichiatri e psichiatre, 1 psicologo e 1 psicologa, 1 responsabile infermieristica,
27 infermieri e infermiere, 1 tecnica della riabilitazione, 1 assistente
sociale, 1 operatore tecnico e 1 amministrativo compongono l'équipe
del Centro di Salute Mentale.
2.745.986 € è costato nel 2005 il Centro di Salute Mentale
di Barcola – Aurisina.
Il presidio distrettuale di salute mentale si trova presso le sedi del
Distretto 1:
Presidio distrettuale di salute mentale
Via L. Stock n. 2
Tel. 040 399 78 05
Fax 040 399 78 37
e-mail: csm.stock@ass1.sanita.fvg.it
Centro
di Salute Mentale della Maddalena (Distretto 2)
Via Molino a Vento 123
Tel. 040-399 5730 accoglienza
Tel. 040 399 5732/3 segreteria
Fax . 040-399 5735
e-mail: csm.maddalena@ass1.sanita.fvg.it
E' situato in una palazzina a due piani (600 mq), all'interno del comprensorio
dell'ex ospedale infettivi della Maddalena ed è dotato di 8 posti
letto.
56.258 sono gli abitanti del bacino d'utenza del Distretto 2 che serve
un'area urbana coincidente con parte del territorio del comune di Trieste.
Comprende da un lato il centro storico, con Città Vecchia, le Rive,
il Borgo Teresiano, il colle di San Vito; dall'altro la zona di viale
Campi Elisi e il rione di San Giacomo - Ponziana, con vasti agglomerati
di case popolari.
843 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte
al Centro di Salute Mentale nel corso del 2005, il 36,3% (306) erano al
primo contatto con i servizi di salute mentale. Le donne sono il 58,8%
(496) dell'utenza del Centro di Salute Mentale.
Circa 1/4 dell'utenza complessiva presenta un disturbo mentale severo.
Il 24,6% (207) delle persone che hanno contattato il Centro di Salute
Mentale nello scorso anno rientrano nell'area diagnostica relativa ai
disturbi psicotici (F20 – 29; ICD-X).
121 sono state le persone che nel 2005 hanno utilizzato l'ospitalità
diurno notturna nel Centro di Salute Mentale 24 ore.
536 sono stati i contatti nel 2005 con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi
e Cura da parte di persone residenti nell'area distrettuale. Per 59 persone
il contatto è esitato in un ricovero.
3 le persone ricoverate nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura e/o
accolte nel Centro di Salute Mentale in TSO per 21 giornate complessive.
43 persone sono diventati i soggetti attivi nei percorsi di formazione
ed inserimento lavorativo.
51 persone hanno usufruito di sostegno economico diretto attraverso gli
Assegni di Integrazione Sociale e le Una Tantum.
24 persone, abitanti in 5 strutture residenziali (gruppi - appartamento,
comunità terapeutiche di transizione e gruppi di convivenza sono
supportate) sono sostenute nella vita quotidiana con una quota oraria
del tempo di lavoro degli operatori del Centro di Salute Mentale.
13 persone provenienti dal territorio di competenza sono ospitate nelle
strutture residenziali coordinate dal Servizio Abilitazione e Residenze.
23 persone seguite dal Centro di Salute Mentale sono state inserite nel
2005 nel Progetto "Amalia – Telefono Speciale", finalizzato
alla prevenzione dell'isolamento sociale della popolazione anziana e a
prevenire il comportamento suicidario.
ll tasso di suicidi rispetto ai valori degli anni scorsi si è dimezzato
passando dal 1,9/10.000 abitanti allo 0,9/10.000 del 2005. (vedi nella
sezione Programmi: Amalia –
Telefono Speciale)
8 persone detenute provenienti dall'area distrettuale di competenza e
2 "fuori zona" sono state sostenute dal Centro di Salute Mentale
nel carcere di Trieste nel corso del 2005. (vedi nella sezione Programmi:
Il servizio presso il carcere di Trieste)
Le microaree individuate nel Distretto 2 sono: Ponziana (l'area compresa
tra Via Ponziana e Orlandini con 1.751 persone domiciliate), Vaticano
(l'insediamento ATER di Via dell'Istria con 374 residenti), Cavana (parte
dello storico rione di Cittavecchia per 1.611 abitanti). (vedi nella sezione
Programmi: Microaree)
4 psichiatri, 2 psicologi, 1 responsabile infermieristica, 23 infermieri
e infermiere, 8 operatori/operatrici socio-sanitari, 2 tecnici e tecniche
della riabilitazione, 2 assistenti sociali e 1 amministrativa compongono
l'équipe.
2.931.217 € è costato nel 2005 il Centro di Salute Mentale
della Maddalena.
Il presidio distrettuale di salute mentale è attivato nella sede
distrettuale Via San Marco:
Presidio distrettuale di salute mentale
Via San Marco, 11
Tel. 040 36 79 98
34100, Trieste
Centro
di Salute Mentale di Domio (Distretto 3)
Via Morpurgo 7
Tel. 040 282 00 24 - 040 282 00 39
Fax 040 282 00 40
e-mail: csmdomio.segr@ass.1.sanita.fvg.it
E' collocato in una palazzina a due piani di circa 600 mq ed è
dotato di 8 posti letto.
62.516 sono gli abitanti del bacino d'utenza del Distretto 3 il cui territorio
è caratterizzato dalla compresenza di aree fortemente urbanizzate
vs. aree prevalentemente rurali con aree semiresidenziali, piccoli paesi
e cittadine. E' il distretto più popoloso di Trieste; comprende
le circoscrizioni di Servola - Chiarbola e Valmaura - Borgo San Sergio,
zone periferiche e prevalentemente urbane, di edilizia popolare; si estende
inoltre ai comuni di Muggia, di San Dorligo della Valle e per una parte
dell'altipiano carsico.
743 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte
al Centro di Salute Mentale nel corso del 2005, il 21,8% (162) erano al
primo contatto con i servizi di salute mentale. Le donne sono il 54,0%
(401) dell'utenza del Centro di Salute Mentale.
Quasi 1/4 dell'utenza complessiva presenta un disturbo mentale severo.
Il 26,4% delle persone che hanno contattato il Centro di Salute Mentale
nello scorso anno rientra nell'area diagnostica relativa ai disturbi psicotici
(F20 – 29; ICD-X).
71 sono state le persone che nel 2005 hanno utilizzato l'ospitalità
diurno notturna nel Centro di Salute Mentale 24 ore.
405 sono stati i contatti nel 2005 con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi
e Cura da parte di persone residenti nell'area distrettuale. Per 35 persone
il contatto è esitato in un ricovero.
1 persona è stata ricoverata nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi
e Cura e poi accolta nel Centro di Salute Mentale in TSO per 14 giornate
di ricovero complessive.
37 persone sono diventati i soggetti attivi di percorsi di formazione
ed inserimento lavorativo.
40 persone hanno usufruito di sostegno economico diretto attraverso gli
Assegni di Integrazione Sociale e le Una Tantum.
3 persone, abitanti in una struttura residenziale (gruppi - appartamento,
comunità terapeutiche di transizione e gruppi di convivenza sono
supportate) sono sostenute nella vita quotidiana con una quota oraria
del tempo di lavoro degli operatori del Centro di Salute Mentale.
12 persone provenienti dal territorio di competenza sono invece ospitate
nelle strutture residenziali coordinate dal Servizio Abilitazione e Residenze.
22 persone seguite dal Centro di Salute Mentale sono state inserite nel
2005 nel Progetto "Amalia – Telefono Speciale", finalizzato
alla prevenzione dell'isolamento sociale della popolazione anziana e a
prevenire il comportamento suicidario.
Nel corso degli ultimi anni il tasso dei suicidi in provincia di Trieste
è diminuito. Nel 2005 il distretto 3 è l'area con il tasso
di suicidi per 10.000 abitanti più basso della provincia di Trieste
(0,6 per 10.000 abitanti). (vedi nella sezione Programmi:
Amalia – Telefono Speciale)
4 persone detenute provenienti dall'area distrettuale di competenza e
3 persone detenute "fuori zona" sono state supportate dal Centro
di Salute Mentale nel corso del 2005 nel carcere di Trieste. (vedi nella
sezione Programmi: Il servizio
presso il carcere di Trieste)
Le microaree individuate nel Distretto 3 sono una parte di Via Valmaura
(un migliaio di abitanti), l'insediamento ATER di Via Grego ("i puffi",
circa un migliaio di residenti), le zone limitrofe di Piazzale Giarizzole
(1.200 domiciliati). Nel corso del 2006, all'interno del programma Microaree,
è inserita anche la località di Zindis. (vedi nella sezione
Programmi: Microaree)
4 psichiatri e psichiatre, 1 psicologi e 1 psicologa, 1 responsabile infermieristica,
20 infermieri e infermiere, 3 tecnici e tecniche della riabilitazione,
2 operatrici socio-sanitarie, 1 assistente sociale e 1 amministrativa
compongono l'équipe del Centro di Salute Mentale.
€ 2.432.835 è costato nel 2005 il Centro di Salute Mentale
di Domio.
Il presidio distrettuale di salute mentale è attivato nelle sedi
del Distretto 3 nel rione Valmaura e nel comune di Muggia.
Il presidio distrettuale di salute mentale si trova presso la sede del
Distretto 3, al seguente indirizzo:
Presidio distrettuale di salute mentale
Via Valmaura 59
Tel. 040 399 58 28
Fax 040 399 58 23
Centro
di Salute Mentale di Via Gambini (Distretto 4)
Via Gambini 8
Tel. 040 632 195 - 040 632 140
Fax 040 360 457
e-mail: csm.gambini@ass1.sanita.fvg.it
Prende il nome dalla via omonima nella quale ha la propria sede, in una
palazzina a due piani di 600 mq. Il Centro di Salute Mentale è
dotato di 6 posti letto.
46.838 sono gli abitanti del bacino d'utenza del Centro di Salute Mentale
di Via Gambini che serve un'area urbana coincidente con parte del territorio
del comune di Trieste e comprende i quartieri di Barriera Vecchia, San
Luigi e Chiadino - Rozzol Melara.
623 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte
al Centro di Salute Mentale nel corso del 2005, il 16,1% (100) erano al
primo contatto con i servizi di salute mentale. Le donne sono il 59,4%
(370) dell'utenza del Centro di Salute Mentale.
Più di 1/3 dell'utenza complessiva presenta un disturbo mentale
severo. Il 37,7% (235) delle persone che hanno contattato il Centro di
Salute Mentale nello scorso anno rientra nell'area diagnostica relativa
ai disturbi psicotici (F20 – 29; ICD-X).
66 sono state le persone che nel 2005 hanno utilizzato l'ospitalità
diurno notturna nel Centro di Salute Mentale 24 ore.
331 sono stati i contatti nel 2005 con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi
e Cura da parte di persone residenti nell'area distrettuale. Per 20 persone
il contatto è esitato in un ricovero.
9 sono state le persone ricoverate nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi
e Cura e/o accolte nel Centro di Salute Mentale in TSO per 129 giornate
complessive.
40 persone sono diventati i soggetti attivi di percorsi di formazione
ed inserimento lavorativo.
34 persone hanno usufruito di sostegno economico diretto attraverso gli
Assegni di Integrazione Sociale e le Una Tantum.
10 persone, abitanti in 3 strutture residenziali (gruppi - appartamento,
comunità terapeutiche di transizione e gruppi di convivenza sono
supportate) sono sostenute, nella vita quotidiana, con una quota oraria
del tempo di lavoro degli operatori del Centro di Salute Mentale.
4 persone provenienti dal territorio di competenza sono ospitate nelle
strutture residenziali coordinate dal Servizio Abilitazione e Residenze.
7 persone seguite dal Centro di Salute Mentale sono state inserite nel
2005 nel Progetto "Amalia – Telefono Speciale", finalizzato
alla prevenzione dell'isolamento sociale della popolazione anziana e a
prevenire il comportamento suicidario.
Nel corso degli ultimi anni il tasso dei suicidi in provincia di Trieste
è diminuito, i dati distrettuali (1,2 suicidi/10.000 abitanti)
collocano il Distretto 4 vicino ai valori medi (1 suicidio/10.000). (vedi
nella sezione Programmi: Amalia
– Telefono Speciale)
1 persona detenuta proveniente dall'area distrettuale di competenza e
3 persone detenute "fuori zona" sono state sostenute dal Centro
di Salute Mentale nel corso del 2005 nel carcere di Trieste. (vedi nella
sezione Programmi: Il servizio presso
il carcere di Trieste)
Il Centro di Salute Mentale collabora al progetto "Stella Polare"
che è un programma di interventi in favore di donne straniere soggette
a violenza e sfruttamento sessuale, predisposto con la finalità
di affrancare le prostitute straniere da qualsiasi coercizione. Il Centro
di Salute Mentale, nei confronti delle donne inserite nel progetto, svolge
principalmente attività di supporto nell'accesso ai servizi sanitari
e sociali presenti sul territorio e si predispone alla realizzazione di
percorsi individualizzati per la formazione, l'orientamento e il progressivo
inserimento lavorativo, utilizzando borse di formazione / lavoro messe
a disposizione dal Dipartimento di Salute Mentale (3 all'anno) e dal Comune
di Trieste. Nel corso del 2005 nell'ambito del progetto "Stella Polare"
sono state avviate a percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale
8 ragazze 3 delle quali sono state successivamente assunte.
Il 14% della nuova utenza 2005 proviene da paesi extracomunitari. Questo
dato assieme a quello rilevante del 33% di TSO eseguiti su persone extracomunitarie
ha svelato la difficoltà ad affrontare il disagio psichico all'interno
del disagio da sradicamento dal proprio ambiente geografico e culturale,
nonostante la presenza di mediatori linguistici e la conoscenza della
lingua italiana. A partire da questi elementi e con il fine di costruire
insieme pratiche accettabili in culture diverse il C.S.M. di via Gambini
ha iniziato a collaborare al progetto Disagio Invisibile: Nuovi Approcci
alla Salute degli Immigrati, con il Centro Italiano di Solidarietà.
La microarea individuata nel Distretto 4 per la parte di territorio di
cui è competente il Centro di Salute Mentale di Via Gambini è
l'insediamento ATER di Melara ed una parte di Via Forlanini; vi abitano
2.035 persone. (vedi nella sezione Programmi:
Microaree)
2 psichiatre e 1 psichiatra, 2 psicologhe, 1 responsabile infermieristica,
18 infermieri e infermiere, 1 assistente sanitaria, 1 tecnico della riabilitazione,
1 assistente sociale, 3 operatrici socio-sanitari e 1 ausiliaria specializzato.
1.970.888 € è costato nel 2005 il Centro di Salute Mentale
di Via Gambini.
Il presidio distrettuale di salute mentale si trova presso una delle
sedi del Distretto 4, al seguente indirizzo:
Presidio distrettuale di salute mentale
Comprensorio di San Giovanni
Piazzale G. Canestrini 8
Tel. 040 399 73 32
Centro
di Salute Mentale di San Giovanni (Distretto 4)
Via Paolo de Ralli 5
Tel. 040 399 73 01- 040 399 73 02
Fax 040 399 74 01
e-mail: csm.psichiatrica@ass1.sanita.fvg.it
A partire dal 1999, la Clinica Psichiatrica Universitaria (UCO) ha avviato
un'attività territoriale nella circoscrizione 8 - rione di San
Giovanni.
11.468 persone risiedono nel territorio di competenza che fa parte del
Distretto 4. Nel Centro di Salute Mentale di San Giovanni vi è
la disponibilità di 4 posti letto e le prestazioni, le attività
e i programmi si sviluppano in conformità con quanto già
accade negli altri Centri di Salute Mentale, anche se il lavoro territoriale
è integrato ai programmi propri della Clinica Psichiatrica.
235 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte
al Centro di Salute Mentale nel corso del 2005, il 23,0% (56) erano al
primo contatto con i servizi di salute mentale. Le donne sono il 59,1%
(139) dell'utenza del Centro di Salute Mentale.
Quasi 1/4 dell'utenza complessiva presenta un disturbo mentale severo.
Il 23,8% (56) delle persone che hanno contattato il Centro di Salute Mentale
nello scorso anno rientra nell'area diagnostica relativa ai disturbi psicotici
(F20 – 29; ICD-X).
59 sono state le persone che nel 2005 hanno utilizzato l'ospitalità
diurno notturna nel Centro di Salute Mentale 24 ore.
107 sono stati i contatti nel 2005 con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi
e Cura da parte di persone residenti nell'area distrettuale. Per 5 persone
il contatto è esitato in un ricovero.
4 le persone ricoverate nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura e/o
accolte nel Centro di Salute Mentale in TSO per 42 giornate complessive.
20 persone sono diventati i soggetti attivi di percorsi di formazione
ed inserimento lavorativo.
28 persone hanno usufruito di sostegno economico diretto attraverso gli
Assegni di Integrazione Sociale e le Una Tantum.
Il Centro di Salute Mentale non gestisce strutture residenziali intese
come gruppi - appartamento, comunità terapeutiche di transizione,
gruppi di convivenza.
35 persone provenienti dal territorio di competenza sono ospitate nelle
strutture residenziali coordinate dal Servizio Abilitazione e Residenze.
8 persone seguite dal Centro di Salute Mentale sono state inserite nel
corso del 2005 nel Progetto "Amalia – Telefono Speciale"
finalizzato alla prevenzione dell'isolamento sociale della popolazione
anziana e a prevenire il comportamento suicidario. Nel corso degli ultimi
anni il tasso dei suicidi in provincia di Trieste è diminuito,
i dati distrettuali (1,2 suicidi/10.000 abitanti) collocano il Distretto
4 vicino ai valori medi (1 suicidio/10.000). (vedi nella sezione Programmi:
Amalia – Telefono Speciale)
3 persone detenute provenienti dall'area distrettuale di competenza e
3 persone detenute "fuori zona" sono state sostenute dal Centro
di Salute Mentale nel corso del 2005 nel carcere di Trieste. (vedi nella
sezione Programmi: Il servizio
presso il carcere di Trieste)
La microarea individuata nel Distretto 4 per la parte di territorio di
cui è competente il Centro di Salute Mentale San Giovanni ha la
forma di un quadrilatero che si estende ai lati e sopra la chiesa di Piazzale
Gioberti, vi abitano 2.404 persone. (vedi nella sezione Programmi:
Microaree)
6 psichiatri e psichiatre (di cui 4 universitari), 1 psicologa, 1 responsabile
infermieristica, 14 infermieri e infermiere, 6 operatrici socio-sanitarie,
1 assistente sanitario, 1 tecnica della riabilitazione e 1 amministrativa
compongono l'équipe del Centro di Salute Mentale.
1.716.232 € è costato nel 2005 il Centro di Salute Mentale
di San Giovanni.
Il presidio distrettuale di salute mentale si trova presso una delle
sedi del Distretto 4:
Presidio distrettuale di salute mentale
Comprensorio di San Giovanni
Piazzale G. Canestrini 8
Tel. 040 399 73 32
Clinica
Psichiatrica Universitaria
Via Paolo de Ralli 5
Tel. 040 571 077 - 040 511 56
Fax 040 566 179
La Clinica Psichiatrica Universitaria (UCO) svolge attività didattica,
di ricerca e assistenza nel campo della salute mentale. In quanto sede
della scuola di specializzazione in psichiatria, conduce programmi e iniziative
di ricerca articolate in attività di tipo epidemiologico, clinico
e psicofarmacologico che interessano le varie patologie psichiatriche.
Particolarmente approfonditi sono gli aspetti psicopatologici dell'umore,
i problemi connessi alle condotte suicidarie e dei disturbi del comportamento
alimentare. Per le patologie relative al decadimento demenziale la Clinica
è punto di riferimento per tutta l'azienda sanitaria triestina
e per altre aziende regionali (vedi Programmi:
Progetto Alzheimer).
Nell'ambito della sua attività istituzionale dispone di 6 posti
letto, sia per la degenza che per interventi di day hospital.
297 persone appartenenti a tutte le fasce d'età si sono rivolte
alla Clinica Psichiatrica nel corso del 2005, il 63,3% (188) di queste
erano donne.
38 le persone che nel 2005 sono state ricoverate in Clinica Psichiatrica.
Servizio
Psichiatrico di Diagnosi e Cura
Ospedale Maggiore
Via Stuparich 1
Tel. 040 399 24 94 - 399 25 16
Fax 040 399 27 51
e-mail: diagnosi.cura@ass1.sanita.fvg.it
Il Servizio di Diagnosi e Cura rappresenta l'interfaccia tra ospedale
e territorio, essendo collocato fisicamente presso l'Ospedale Maggiore
pur dipendendo dal Dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda sanitaria
territoriale. Dotato di 8 posti letto (che scenderanno a 6 nella nuova
sede), è aperto sulle 24 ore, lavora in stretto raccordo con il
Pronto Soccorso e con le altre Unità Operative del Dipartimento
di Salute Mentale. A tale scopo, sono stati approntati speciali protocolli
d'intesa che regolano le procedure di consulenza e presa in carico dei
pazienti.
Vi operano 3 psichiatri e 16 infermieri/e per i pomeriggi e le notti dei
giorni feriali, e per tutti i giorni festivi. Il servizio si avvale della
reperibilità svolta a turno dai medici psichiatri provenienti da
tutte le Unità Operative del Dipartimento di Salute Mentale.
La funzione principale del Diagnosi e Cura è di svolgere attività
di consulenza psichiatrica per i casi di urgenza/emergenza che si presentano
al pronto soccorso, e di offrire interventi di consulenza alle Unità
Operative ospedaliere che ne fanno richiesta. L'équipe, dopo aver
effettuato la valutazione specialistica (circa 2000 contatti all'anno),
e dopo aver prestato le prime cure, può considerare il problema:
- sufficientemente risolto, limitandosi a suggerire un eventuale contatto
con il medico di famiglia;
- rilevante e non risolto, consigliando e attivando il contatto con il
Centro di Salute Mentale di competenza;
- di considerevole difficoltà o gravità, attivando il Centro
di Salute Mentale di riferimento cui spetta la decisione della presa in
carico.
Obiettivo del servizio di Diagnosi e Cura è ridurre il più possibile la durata del ricovero ospedaliero, in linea con il principio della territorialità della cura; le eventuali eccezioni (casi di ricovero più lungo) sono da considerarsi una conferma di questo principio. Pertanto il ricovero nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura - sia esso in trattamento sanitario volontario o obbligatorio - non può mai essere considerato alternativo o sostitutivo della presa in carico da parte del Centro di Salute Mentale di competenza. I ricoveri programmati sono in genere concordati con le Unità Operative territoriali e con le Unità Ospedaliere, o possono essere disposti in casi particolari dall'autorità giudiziaria (ad es. per detenuti con patologie psichiatriche acute, o imputati che necessitano di perizia psichiatrica).
Questo modello organizzativo del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e
Cura, che opera in stretto collegamento con i Centri di Salute Mentale,
ha consentito finora che i pazienti, anche nelle situazioni più
gravi, mantenessero i contatti con il proprio ambiente per un più
agevole superamento delle situazioni di crisi; inoltre ha confermato la
possibilità di evitare l'istituzionalizzazione ed il rischio di
neo-manicomialismo a cui i servizi di Diagnosi e Cura sono oggettivamente
esposti.
Le porte del servizio sono sempre aperte e non si ricorre mai, in nessun
caso, alla contenzione.
Il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, con 8 posti letto, fornisce
la risposta all'emergenza di pronto soccorso psichiatrico e svolge la
funzione di filtro e di avvio ai servizi territoriali di base.
1019 persone si sono rivolte al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e
Cura nel corso del 2005 per un totale di 1960 contatti. Questi contatti
sono esitati nell'invio a casa dopo l'opportuno colloquio nel 19% dei
casi, nell'invio a casa con il consiglio di contattare il Centro di Salute
Mentale nel 25% dei episodi, nell'invio al Centro di Salute Mentale nel
31% dei contatti. Un quarto circa dei contatti si risolve con l'invio
ad altri servizi sanitari e/o altre agenzie.
Per quanto riguarda l'inquadramento diagnostico, circa 1/3 (28% - 254
persone) di quanti si rivolgono al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e
Cura nel corso del 2005 rientrano nell'area dei disturbi psicotici (F20-F29
- ICD-X) mentre il 23% (216) rientra nell'area delle sindromi ansiose
(F40-F48).
177 persone, tra il migliaio di persone rivoltesi al Servizio Psichiatrico
di Diagnosi e Cura, sono state accolte e ricoverate nel Servizio Psichiatrico
di Diagnosi e Cura prima del contatto con il Centro di Salute Mentale.
Per alcune di esse il passaggio al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e
Cura è esitato in un ricovero avvenuto con le modalità del
TSO.
Dopo il picco del 2003 (28 persone e 389 giornate) i TSO nel 2005 si sono
dimezzati attestandosi sui valori degli anni precedenti ed hanno riguardato
17 persone per complessive 206 giornate di ricovero.
Nel 2005 in provincia di Trieste le persone ricoverate in TSO sono state
7 ogni 100.000 abitanti mentre le giornate di ricovero in TSO sono state
85 ogni 100.000 abitanti.
Il valore medio italiano vede invece 20 persone ricoverate in TSO ogni
100.000 abitanti e 219 giornate di ricovero in TSO ogni 100.000 abitanti.
3 psichiatri, 1 responsabile infermieristica, 15 infermieri e infermiere,
1 assistente sanitaria compongono l'équipe.
945.981 € è costato nel 2005 il Servizio Psichiatrico di Diagnosi
e Cura.
Servizio
Abilitazione e Residenze
"Cantieri Sociali" - Padiglione M
Via De Pastrovich 1
Tel. 040 399 73 40
Fax 040 399 73 82
e-mail: segr.sar@ass1.sanita.fvg.it
Situato nel Comprensorio di San Giovanni, il servizio è stato
creato nei primi anni '90 per dare maggiore impulso ad attività
di abilitazione, riabilitazione, formative e di integrazione sociale a
favore dell'utenza del Dipartimento di Salute Mentale.
Agisce a stretto contatto e in continuità con i Centri di Salute
Mentale, collaborando con i Distretti. Svolge funzioni di: (1) progettazione,
coordinamento e monitoraggio di attività riabilitative residenziali
(in collaborazione con cooperative di tipo A), (2) programmi di formazione
e inserimento al lavoro (in collaborazione con cooperative di
tipo B e con agenzie formative), (3) attività di centro
diurno (in collaborazione con agenzie formative).
Vi operano: 1 psichiatra, 2 assistenti sociali, 1 responsabile infermieristica,
16 infermieri e infermiere, 1 tecnica della riabilitazione, 1 educatore
ed 1 educatrice, 8 operatrici socio-sanitarie, 2 ausiliari socio-assistenziali,
1 operatore tecnico e 1 amministrativa. A questi si aggiungono i soci
e/o i dipendenti delle cooperative sociali di tipo A che nelle strutture
residenziali coordinati dall'équipe del Servizio Abilitazione e
Residenze sviluppano i propri interventi sull'area dell' "abitare"
e sull'area delle relazioni e delle abilità sociali.

(1)
Strutture Residenziali (ufficio di coordinamento)
Padiglione M
Via De Pastrovich 1
Tel. 040 399 73 06
Promuove iniziative e ricerca strategie finalizzate alla qualificazione dell'abitare, e allo sviluppo di progetti abilitativi/formativi per persone che, per periodi definiti o di lunga durata, sono ospitate nelle strutture residenziali del Dipartimento di Salute Mentale. L'ufficio svolge funzioni di monitoraggio dell'ospitalità, evidenziando i posti letto disponibili e coordinandone l'utilizzo.
Le strutture residenziali del Dipartimento di Salute Mentale si distinguono in:
Vengono utilizzate per persone con disturbi rilevanti e importanti disabilità,
che non possono contare né sulla rete familiare, perché
assente o inadatta a offrire un sostegno, né sulla rete sociale.
In pochi casi ormai si tratta di persone già a lungo ricoverate
nell'ospedale psichiatrico, o che necessitano di programmi terapeutico
- riabilitativi individualizzati e continuativi per tempi differenziati.
L'attività degli operatori/operatrici può essere diurna
o diurno - notturna. Le modalità e i criteri di accesso alla struttura
sono concordate tra gli operatori/operatrici dei diversi gruppi di lavoro
che sostengono il progetto riabilitativo; in ogni caso l'ingresso nella
struttura non fa perdere alla persona con disagio e/o disturbo psichico
la sua appartenenza territoriale, né quindi il diritto alla cura
presso il Centro di Salute Mentale di riferimento e la sua presa in carico
in caso di dimissioni.
Un tavolo di monitoraggio e valutazione dei percorsi di inserimento nelle
strutture residenziali si riunisce mensilmente presso il Servizio Abilitazione
e Residenze. Al tavolo partecipa per ogni Unità Operativa del Dipartimento
di Salute Mentale un operatore referente per la residenzialità
ed i referenti delle diverse agenzie partner del Dipartimento di Salute
Mentale impegnate nei progetti residenziali. Dal 2006 le modalità
di gestione si riferiscono al budget di salute (vedi nella sezione Programmi:
Budget di Salute).

(2)
Ufficio formazione e inserimento lavorativo
"Cantieri Sociali" - Padiglione M
Via De Pastrovich 1
Tel. 040 399 74 22 - 040 399 74 05
e-mail: segr.sar@ass1.sanita.fvg.it
Istituito nel 1996, come gruppo di coordinamento per meglio qualificare gli interventi di formazione e inserimento al lavoro, è formato da operatori/operatrici delle diverse Unità Operative del Dipartimento di Salute Mentale al fine di sviluppare i seguenti programmi:
Le persone con disagio e/o disturbo psichico coinvolte in programmi
di formazione/lavoro possono godere di assegni in denaro (borse di formazione
al lavoro) che costituiscono uno strumento terapeutico molto rilevante.
Obiettivi di tali programmi sono: l'acquisizione di competenze interpersonali
e sociali; la costruzione di percorsi di orientamento e integrazione in
ruoli lavorativi e professionali riconosciuti; il consolidamento delle
basi dell'identità e dell'appartenenza sociale, nella fuoriuscita
dal ruolo di malato e assistito.
Dal 1998 l'Ufficio ha attivato un tavolo di confronto con le cooperative
sociali di tipo B della provincia di Trieste per elaborare strategie contro
l'esclusione sociale, discutere e valutare metodologie di intervento,
formulare progetti di partnership territoriali per l'integrazione e lo
sviluppo.
Al servizio si accede su proposta dei Centri di Salute Mentale che sono
i referenti ultimi del progetto terapeutico-abilitativo personalizzato,
formulato per le persone avviate ai programmi coordinati dal Servizio
Abilitazione e Residenze, relativamente all'abitare, all'inserimento lavorativo,
al Centro Diurno. Vengono svolti mensilmente incontri di monitoraggio
e di valutazione rispetto all'inserimento lavorativo, con i referenti
individuati all'interno di ogni Centro di Salute Mentale.
Complessivamente 163 persone nel corso del 2005 hanno usufruito delle
iniziative messe a punto dal Servizio Abilitazione e Residenze, 85 per
la residenzialità, mentre il resto delle persone in contatto con
il Servizio Abilitazione e Residenze ha utilizzato l'offerta formativa
ed i laboratori del Centro Diurno (32 persone per il Politecnico) e/o
i percorsi di Androna degli Orti (46 donne).

(3)
Coordinamento Risorse InformaliIl SAR svolge infine attività di centro diurno che si articolano in diverse sedi, tra cui il Politecnico del Padiglione M, il Centro Diurno di Aurisina, Androna degli Orti (sede del Progetto Donna Salute Mentale), e insieme coinvolgono vari soggetti, tra cui associazioni come Club Zyp, Cagipota/Kazipot, ecc., associazionismo dei familiari, e Centri di Salute Mentale, che organizzano specifiche attività in sede. I due poli più importanti delle attività di centro diurno sono il Politecnico del Padiglione M ed il Centro Diurno di Aurisina. Si sta inoltre costituendo una Segreteria per le Risorse Informali dal nome "Cantieri Sociali" che si pone appunto l'obiettivo di riunire e coordinare i vari soggetti coinvolti nell'organizzazione di tali attività.
"Cantieri Sociali" - Padiglione M
Formazione permanente e di base (ufficio)
laboratori formativi e abilitativi
Via De Pastrovich 1
Tel. 040 399 73 84
Il Politecnico promuove e coordina progetti, laboratori e attività
di formazione artistica, artigianale e culturale. Vi operano insegnanti,
maestri d'arte, artisti, associazioni culturali e di volontariato. Si
configura come spazio aperto alle persone provenienti dai servizi di salute
mentale, ma è accessibile a tutti.
Il patrimonio di esperienze accumulato in molti anni di attività
consente di elaborare metodi di lavoro originali e flessibili, attenti
alle inclinazioni e alle capacità delle singole persone. Ciascuno
diventa in tal modo protagonista di un percorso in cui è possibile
coniugare la domanda di abilitazione con le necessità di formazione
permanente e qualificata, attraverso progetti per il tempo libero, l'espressione
artistica, la promozione e la produzione culturale. Tra i numerosi laboratori
attivati nel corso dell'anno, operano con maggiore continuità quello
teatrale, di arti visive, di musica, di tessuti e filati, di cura del
corpo.
Il Politecnico inoltre organizza corsi di formazione di base nell'ambito
di progetti finanziati dalla Regione o dal Fondo Sociale Europeo, in collaborazione
con agenzie formative. I corsi – rivolti alle persone provenienti
dall'area del disagio – riservano un certo numero di posti alle
persone in contatto con i servizi di salute mentale. Vengono programmati
annualmente su proposta delle Unità Operative, e l'Ufficio per
la formazione ha funzioni di monitoraggio e di valutazione degli esiti.
Via delle Cave 9 – Aurisina
Tel. 040 200 988 – 040 201 211
Fax 040 201 236
e-mail: centrodiurno@ass1.sanita.fvg.it
Il programma del Centro Diurno di Aurisina è collocato nell'ambito
di un più ampio Coordinamento delle attività abilitative,
di socializzazione, di promozione della salute, di percorsi attivi di
cittadinanza e protagonismo. Le attività elencate comunque si sviluppano
e si praticano anche nell'ambito dei singoli Centro di Salute Mentale
ed il coordinamento si sviluppa con l'intenzione di favorire una crescita
quali-quantitativa delle opportunità da fornire alle persone in
questi ambiti.
Ciascuna unità operativa del Dipartimento contribuisce al progetto
impegnando almeno un operatore dedicato sia alle attività proprie
del Centro per parte del suo debito orario, che nel lavoro di connessione
tra il Centro di Salute Mentale ed il Coordinamento delle risorse informali.
Per consultare tutti gli appuntamenti della settimana: Segreteria Trasversale per le Attività Sociali: Agenda.