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[ Ultimo aggiornamento:
Mercoledì 5 Marzo, 2008 15:14
]
Percorso Formativo Sassari - Alghero 2008
Nel gennaio 2008 è stata attivata una convenzione tra il Dipartimento
di Salute Mentale di Sassari e il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste
per la realizzazione di un progetto formativo rivolto a tutti gli operatori
inseriti nelle singole unità operative territoriali ed ospedaliere,
compresi gli operatori non dipendenti aziendali che concorrono, a vario
titolo, alla gestione delle unità operative del Servizio.
Durante il primo incontro,avvenuto a Sassari ed Alghero nel mese di febbraio,
si è convenuto che esso vuole essere, di fatto, un percorso articolato
dove poter sperimentare ed adottare strategie ed interventi che, utilizzando
il lavoro del "gruppo che progetta", valorizzino i singoli operatori
e le diverse professionalità per conseguire una maggiore efficacia
e qualità dei servizi.
Il progetto, che nella sua forma organizzativa comprende corsi di formazione,
seminari a tema e scambi tra operatori, vuole essere anche assolutamente
pratico e legato alla operatività dei servizi. Per questo motivo
già nel primo incontro si è pensato di costituire dei gruppi
di lavoro multiprofessionali costituiti da operatori dei centri di salute
mentale e delle strutture residenziali finalizzati alla compilazione di
una scheda descrittiva di autovalutazione delle residenze e alla raccolta
delle storie di vita di un numero definito di persone che vivono nelle
strutture residenziali. Questo lavoro sarà il punto di partenza,
nei momenti d'aula, per la formulazione di obiettivi condivisi e l'individuazione
di fasi operative.
Segue il programma dettagliato dei primi 4 moduli formativi.
1° Modulo 17-18-19-20 marzo 2008
ABITARE ASSISTITO / HABITAT SOCIALE
PRIMA GIORNATA
9:00-13:00
1. Abitare/Abilitare: qualità e diritti dell'abitare
nei percorsi di cura e riabilitazione
- fornire una prima definizione di habitat e di habitat sociale, inquadrando
il dibattito circa l'uso attuale di queste nozioni nelle politiche sociali
e negli interventi di salute mentale;
- sottolineare il ruolo e l'importanza della valutazione della "qualità
dell'abitare" nella riabilitazione;
- definire mandato e obiettivi delle residenze focalizzando i bisogni
e i diritti dell'abitare
2. Scopi e attività dell'abitare: funzioni dell'accoglienza,
stili di lavoro nella gestione di strutture residenziali
- definizione/classificazione degli scopi dell'abitare, confrontata
ai modi di concepire e realizzare i diritti abitativi delle persone
in cura - riabilitazione
- inquadramento di alcune variabili, strutturali e di processo, nella
definizione di modelli e tipologie dell'abitare assistito
- discussione degli stili di lavoro e professionali, nel mix pubblico/privato,
con specifici approfondimenti su procedure e funzioni di accoglienza
- dimensioni critiche e problemi percepiti dagli operatori nella realizzazione
del mandato e degli obiettivi dell'abitare assistito
14:00-17:00
- presentazione e discussione del lavoro svolto dai sottogruppi misti
costituiti nei diversi CSM (operatori CSM+operatori Residenze) finalizzati
alla compilazione della Scheda Descrittiva di Autovalutazione delle
residenze come strumento (griglia di lettura comparabile) di verifica
finalizzato all'articolazione di possibili obiettivi condivisi
- formulazione di obiettivi condivisi da raggiungere con l'individuazione
delle diverse fasi operative da realizzare
SECONDA GIORNATA
9:00-13:00
3. Organizzazione e cura dell'habitat: la gestione della vita
quotidiana nelle strutture/residenze
- gestione e organizzazione delle residenze focalizzando la "dimensione
interna": l'habitat come processo, decostruzione e ricostruzione
incessante di spazi e di funzioni condivise
- la cura e la gestione dell'ambiente come tensione all'innalzamento
costante della qualità della vita degli individui e dei gruppi,
tra invenzioni/ sperimentazioni e routines organizzative
- pluralismo dei criteri di regolazione delle funzioni e degli scopi
abitativi: come leggere - interpretare - comunicare i bisogni dei singoli,
trasformando processualmente l'ambiente abitato
- cura dell'habitat e routines organizzative: la casa come specchio/riflesso
di bisogni individuali e di vita dei gruppi
- come assicurare lo sviluppo di una dimensione interna della casa/residenza
in modo da non prevaricare o ostacolare la proiezione verso l'esterno
- diversità dei modi e del senso dell'abitare la casa a seconda
delle fasce d'età, delle differenze di genere, delle "carriere"
di malattia e istituzionalizzazione (anziani, giovani, donne etc.. )
- le competenze e le risorse nascoste – motivazionali, simboliche,
comunicative, di attivazione dei contesti e dei soggetti – che
fungono da moltiplicatori della qualità dei "beni"
prodotti nel lavoro riabilitativo
4. Verso nuovi modelli dell'abitare assistito. reti, connessioni,
strategie dell'abitare assistito
- domiciliarità degli interventi di cura e sostegno per diverse
condizioni di malattia, disabilità, svantaggi dovuti a povertà
o emarginazione sociale, che l'habitat contribuisce in molti casi ad
aggravare piuttosto che a prevenire.
- criteri di partecipazione e empowerment degli utenti e della comunità
nello sviluppo di percorsi di salute e di abilitazione psicosociale.
- dimensione strategica dell'intervento di salute mentale e culture
di partnership: aree e procedure di integrazione con agenzie, servizi,
associazioni che intervengono nel medesimo territorio
- strategie di impresa sociale, lavoro "in rete" e "di
rete": la capacità del servizio di coinvolgere, includere
e utilizzare nei propri interventi risorse esterne
- sviluppo di una cultura per obiettivi e per progetti: aree e procedure
di integrazione con agenzie, servizi, associazioni che intervengono
nel medesimo territorio
14:00-17:00
- proseguimento discussione sugli obiettivi individuati a partire dalle
storie delle persone ospiti presso le diverse strutture residenziali,
storie già raccolte in forma scritta dai diversi gruppi di lavoro
(38 persone individuate)
identificazione di eventuali temi di interesse da approfondire
2° Modulo - Aprile 2008
IL BUDGET DI SALUTE:
Progetto Terapeutico Abilitativo Personalizzato come strumento di deistituzionalizzazione
PRIMA GIORNATA
9:00-13:00
1. Che cos'è il "progetto terapeutico abilitativo
personalizzato-budget di salute"? Culture e contesti dell'abilitare,
risorse legislative e finanziarie, stili professionali, "attori"
e partner di comunità
- definizione di "progetto terapeutico abilitativi personalizzato-budget
di salute” come strumento/metodologia nel quale convergono molteplici
istanze e risorse – normative, amministrative, organizzative -
nell'integrazione fra istituzioni pubbliche, agenzie del privato sociale,
soggetti e attori della comunità
- criteri di programmazione sociosanitaria, pianificazione dei bisogni
e delle risorse finanziarie, sistemi e metodi di valutazione dei percorsi:
abitare assistito e politiche dell'abilitazione nelle indicazioni della
Legge 328, di riforma dell'assistenza
- culture della progettazione e coordinamento operativo fra servizi
nello sviluppo di progetti riabilitativi individualizzati: limiti, ostacoli,
potenzialità Il progetto terapeutico abilitativo personalizzato
come banco di prova di sistemi sociosanitari integrati
- ruolo delle agenzie del privato sociale (cooperazione sociale) nella
implementazione di progetti riabilitativi personalizzati: esperienze
a confronto.
- la coprogettazione e la cogestione di processi di inclusione attraverso
i tre assi dell'intervento: casa/habitat sociale, formazione e lavoro,
affettività e socialità.
14:00-17:00
- compilazione della Scheda di Progetto Terapeutico Abilitativo Personalizzato-Budget
di salute per almeno 12 persone
- presentazione del lavoro svolto dai diversi gruppi
SECONDA GIORNATA
9:00-13:00
2. Strumenti di lavoro per favorire l'integrazione tra
i diversi soggetti coinvolti e favorire il protagonismo della persona
- la Scheda di Progetto, sue modalità di complizione, lo stile
di scrittura, i diversi punti di vista (dell'operatore, della persona,
dei familiari, ecc.). Presentazione.
- il coinvolgimento della persona nella compilazione della scheda progettuale,
la condivisione degli obiettivi come momento terapeutico di contrattazione.
- la narrazione e i suoi linguaggi, la raccolta delle storie di vita
come momento di implementazione del progetto, l'intervista come strumento
di lavoro.
14:00-17:00
- compilazione della Scheda di Progetto Terapeutico Abilitativo Personalizzato-Budget
di salute per almeno 12 persone
- presentazione del lavoro svolto dai diversi gruppi
3° Modulo - Maggio 2008
FORMAZIONE ED INSERIMENTO LAVORATIVO
PRIMA GIORNATA
9:00-13:00
1. La formazione e l'inserimento lavorativo come processi di
inclusione sociale, di appropriazione di un ruolo attivo, di accesso al
sistema delle opportunità
- dall'ergoterapia all'impresa sociale: l'affermazione dei diritti
di cittadinanza e la fondazione della prima cooperativa sociale.
- l'acquisizione di un ruolo attivo come fondamento del percorso riabilitativo:
storie, percorsi di vita, esperienze quali motore per l'individuazione
degli interessi e delle aspettative
2. La borsa di formazione al lavoro: strumento per l'inclusione
sociale
- l'esperienza del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, analisi
quantitativa e qualitativa dell'utilizzo dello strumento.
- il contratto di formazione al lavoro, le verifiche dell'andamento,
il ruolo del Servizio referente, i rapporti con le imprese.
14:00-17:00
- presentazione delle modalità di monitoraggio quantitative
e qualitative dei percorsi in essere (inserimenti lavorativi) come strumento
di verifica finalizzato all'articolazione di possibili obiettivi condivisi
- mappatura delle diverse realtà del terzo settore presenti
sul territorio (cooperative sociali, associazioni, ecc) ed eventuale
natura delle collaborazioni già in essere.
- individuazione collettiva degli obiettivi da raggiungere attraverso
anche la costituzione di sottogruppi di lavoro
SECONDA GIORNATA
9:00-13:00
3. Il coinvolgimento del privato sociale e delle realtà
imprenditoriali come partner dell'inserimento al lavoro
- la costruzione di alleanze con i soggetti territoriali, l'attivazione
delle risorse comunitarie presenti in una logica di sistema complessivo
di intervento (welfare di comunità).
- la qualità dei contesti produttivi e dei climi organizzativi
quale veicolo di salute.
- la competitività dei servizi e dei prodotti: la necessità
di coniugare l'inserimento lavorativo con le regole del mercato
- la qualità come cardine di sviluppo dell'impresa sociale:
racconto di alcune esperienze imprenditoriali.
4. I corsi di formazione, i laboratori ed i centri diurni: opportunità
di riqualificazione e collaborazione con le altre agenzie territoriali
- l'esperienza laboratoriale come polo aggregativo e di produzione,
coinvolgimento di soggetti qualificati, individuazione di obiettivi,
condivisione del lavoro. Coinvolgimento di professionisti dei diversi
settori. Il ruolo dell'operatore come facilitatore, canale organizzativo
e di mediazione.
- percorsi formativi di qualificazione e riqualificazione professionale
in collaborazione le agenzie formative del territorio.
- il Centro Diurno come luogo che propone attività culturali,
sociali, riabilitative, formative fortemente improntate all'apertura
alla comunità circostante. Organizzazione che si avvale di una
progettazione e gestione condivisa tra DSM e soggetti molteplici del
territorio quali enti locali cooperative singoli.
14:00-17:00
- proseguimento discussione sugli obiettivi individuati
- organizzazione gruppi di lavoro e individuazione della tempistica
di azione
- identificazione di eventuali temi di interesse da approfondire
4° modulo - Giugno 2008
PROTAGONISMO E PARTECIPAZIONE:
il punto di vista della persona e la costruzione di reti sociali e legami
di comunità
PRIMA GIORNATA
9:00-13:00
1. Empowerment dell'utenza: il coinvolgimento e la partecipazione
delle persone
- sottolineare il ruolo dell'utenza come "risorsa" (capacità
nell'apprendimento vicendevole; pratiche di mutuo aiuto; dimensioni
"comunitarie" e di gruppo nei piani di attività)
- processi comunicativi e di empowerment che coinvolgono i destinatari
di intervento (utenza intesa come "tutti coloro che hanno un interesse
diretto nel problema e nella sua soluzione": ospiti, familiari,
reti di sostegno parentale o amicale, etc.)
- pratiche di accoglienza e di mutuo aiuto: processi e forme della
comunicazione che favoriscono l'empowerment dell'utenza. Soggettività
e protagonismo dell'utenza nei percorsi riabilitativi
- attivazione di percorsi partecipativi al fine di favorire il coinvolgimento
e la reciprocità
- la determinanti non sanitarie della salute
- racconto di esperienze di coinvolgimento dell'utenza e della comunità
in programmi di stretta collaborazione
2. La realtà dell'associazionismo come interlocutore
nei processi di costruzione del tessuto sociale
- avviare processi di collaborazione con le associazioni territoriali,
mappatura delle risorse, contatti, progettualità comuni.
- l'organizzazione associativa come modello democratico di partecipazione
finalizzato: forme di advocacy , rappresentanza e collaborazione
- la collaborazione delle istituzioni nella costituzione di nuove realtà
associative, motivazioni e modalità operative
14:00-17:00
Tavola Rotonda con la partecipazione dell'Associazione culturale di
volontariato di donne Luna e l'altra e dell'Associazione di autoaiuto
e volontariato Club Zyp di Trieste insieme a realtà associative
del territorio di Sassari: esperienze a confronto.
SECONDA GIORNATA
9:00-13:00
3. Introdurre alla nozione di recovery, la soggettività
e il protagonismo dell'utenza nei percorsi riabilitativi. principi, fondamenti
e contesti
- i fattori di guarigione: che cosa aiuta a guarire dal “male
mentale”
- il ruolo attivo delle persone con disturbo mentale nel proprio processo
di guarigione: aspetti fondamentali dei percorsi soggettivi di cambiamento:
decisione, accettazione, riprendersi la vita in mano, riappropriarsi
della propria esperienza.
- gli eventi che possono favorire e rinforzare i percorsi di ripresa:
turning points
- esperienze di coping: imparare a gestire i problemi e il rapporto
con gli altri. Il lavoro, la partecipazione sociale, la condivisione
dell'esperienza
- l'importanza degli altri significativi. Il ruolo dei gruppi di sostegno
reciproco nella lotta allo stigma e nella costruzione di percorsi partecipativi.
Il ruolo dei familiari e di altri “agenti” sociali
- il ribaltamento dell'ottica di intervento: il ruolo del servizio
nella ricostruzione di progetti individuali di vita.
14:00-17:00
Conclusione del percorso formativo e discussione
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