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BiografiaLa vita e le opere(tratto da: Mario Colucci, Pierangelo Di Vittorio, "Franco Basaglia", Edizioni Bruno Mondadori, Milano 2001, pp. 1-7).
Franco Basaglia nasce a Venezia l'11 marzo 1924, da una famiglia agiata.
Secondogenito di tre figli, trascorre un'infanzia e un'adolescenza serene
nel pittoresco quartiere veneziano di San Polo. Conclusi gli studi classici,
nel 1943 si iscrive alla facoltà di medicina e chirurgia dell'Università
di Padova. Qui entra in contatto con un gruppo di studenti antifascisti
e, a seguito del tradimento di un compagno, viene arrestato e detenuto
per sei mesi in carcere fino alla fine della guerra. Esperienza che lo
segna profondamente e che Basaglia rievoca anni dopo parlando del suo
ingresso in un'altra istituzione chiusa: il manicomio. Nel 1958 Basaglia consegue la libera docenza in psichiatria e nel 1961 partecipa e vince il concorso per la direzione dell'ospedale psichiatrico di Gorizia, dove si trasferisce con tutta la famiglia. Drammatico è l'impatto con la durezza della realtà manicomiale: Basaglia comprende subito che bisogna reagire a questo orrore, impegnandosi in un radicale lavoro di trasformazione istituzionale. Aiutato da un gruppo di giovani psichiatri, cerca di seguire il modello della "comunità terapeutica", mutuato dall'esperienza di Maxwell Jones a Dingleton in Scozia (anche Franca Ongaro visita in seguito questa comunità). A Gorizia s'iniziano ad applicare nuove regole di organizzazione e di comunicazione all'interno dell'ospedale, si rifiutano categoricamente le contenzioni fisiche e le terapie di shock, s'incomincia, soprattutto, a prestare attenzione alle condizioni di vita degli internati e ai loro bisogni. Si organizzano le assemblee di reparto e le assemblee plenarie, la vita comunitaria dell'ospedale si arricchisce di feste, gite, laboratori artistici. Si aprono spazi di aggregazione sociale, cade la separazione coatta fra uomini e donne degenti. Si aprono le porte dei padiglioni e i cancelli dell'ospedale. In questi anni, Basaglia prosegue la sua attività scientifica e intellettuale e continua a partecipare attivamente ai congressi nazionali e internazionali di neurologia e di psichiatria, tra cui il Congresso Internazionale di Psicoterapia di lingua tedesca a Wiesbaden nel 1962 e il VII Congresso di Psicoterapia a Londra nel 1964. Nello stesso anno, sempre a Londra, fa parte della delegazione italiana al I Congresso Internazionale di Psichiatria Sociale a Londra, dove presenta la comunicazione intitolata "La distruzione dell'ospedale psichiatrico come luogo di istituzionalizzazione", nella quale è prefigurato il lavoro che sarà realizzato prima nell'ospedale psichiatrico di Gorizia e poi in quello di Trieste. Dal 1965 fa parte come corrisponding editor del "Journal of Existentialism" di New York. Nel 1967 cura il volume Che cos'è la psichiatria?, ristampato nel 1973. Nel 1968 cura il volume L'istituzione negata. Rapporto da un ospedale psichiatrico, che fa conoscere a livello internazionale l'esperienza innovativa di Gorizia e sancisce la nascita del movimento antiistituzionale, diventando presto uno dei libri-simbolo della contestazione in Italia e vendendo 60.000 copie nei primi quattro anni di pubblicazione. Nel 1969, con Franca Ongaro, cura Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin; presenta inoltre Asylums di Erving Goffman e Ideologia e pratica della psichiatria sociale di Maxwell Jones. Nello stesso anno si reca negli Stati Uniti, invitato in qualità di visiting professor, per la durata di sei mesi, dal Community Mental Health Center del Maimonides Hospital di Brooklyn, a New York: di questa esperienza dà testimonianza nello scritto "Lettera da New York. Il malato artificiale". Al suo ritorno, dopo un periodo d'indecisione, lascia Gorizia –
dove il tentativo di superare il manicomio purtroppo fallirà per
le resistenze opposte dall'amministrazione locale nel dare luogo a un'assistenza
psichiatrica sul territorio – e accetta l'invito di Mario Tommasini,
coraggioso assessore alla sanità della Provincia di Parma, di dirigere
l'ospedale psichiatrico di Colorno. Qui avvia la prima fase di un processo
di trasformazione che si rivela ben presto, anche qui, un'esperienza molto
difficile, perché Basaglia deve affrontare numerose difficoltà
di ordine amministrativo, opposte dalla giunta di sinistra della Provincia
di Parma, che pure si è impegnata a sostenere il processo di trasformazione,
ma che di fatto non lo appoggia per non stravolgere gli equilibri politici
e gli interessi economici locali. Nel 1971 esce La maggioranza deviante.
L'ideologia del controllo sociale totale, curato con Franca Ongaro. Dal
1971 al 1972 è incaricato dell'insegnamento di igiene mentale presso
la facoltà di magistero dell'Università di Parma. Sempre nel 1973, Trieste viene designata "zona pilota" per l'Italia nella ricerca dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sui servizi di salute mentale in Europa. Nello stesso anno, Basaglia fonda con altri collaboratori "Psichiatria Democratica", movimento nel quale si confrontano molte esperienze di psichiatria alternativa che stanno sorgendo in Italia. Il primo convegno, "La pratica della follia", si tiene a Gorizia nel 1974 e segna il collegamento fra il movimento antiistituzionale e le forze politiche e sindacali di sinistra. Nel 1975 Basaglia cura con Franca Ongaro il volume Crimini di pace. Ricerche sugli intellettuali e sui tecnici come custodi di istituzioni violente, e presenta Lo psicanalismo. Psicanalisi e potere di Robert Castel. Nel corso dell'anno si aprono i primi centri di salute mentale sul territorio.
Si svolgono le elezioni amministrative, dalle quali il centrosinistra
esce indebolito. Infatti, nel 1976 il clima politico peggiora e l'esperienza
di superamento del manicomio subisce attacchi sempre più violenti.
È l'aggravamento di una crisi politica e amministrativa che porta
alla fine della giunta Zanetti, che, messa in minoranza, deve dimettersi.
Zanetti insieme con Basaglia annuncia in conferenza stampa la chiusura
entro la fine del 1977 dell'ospedale psichiatrico. Lo stesso anno, nel
comprensorio dell'ospedale psichiatrico, si svolge il terzo incontro del
Réseau internazionale di alternativa alla psichiatria, intitolato
"Il circuito del controllo", a cui partecipano circa quattromila
persone. |
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